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Maltrattamenti in famiglia: bastano le parole della vittima per condannare?

Le reazioni della vittima e i litigi reciproci non escludono il reato. Lo chiarisce la Corte d’Appello di Bari. Una donna denuncia il marito per anni di violenze fisiche, insulti, minacce e comportamenti intimidatori. In giudizio, l’imputato sostiene che i litigi fossero reciproci, che la moglie a volte reagisse, che non ci fosse un annientamento psichico totale della vittima.
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