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Apprendistato professionalizzante 2026: gli incentivi e gli sgravi per le imprese

15 min di letturaPubblicato 11 giugno 2026Scritto da: Stefano

L'apprendistato professionalizzante è uno dei contratti di lavoro più convenienti per le PMI italiane, eppure continua a essere sottoutilizzato rispetto al suo potenziale. La ragione principale è la confusione che spesso circonda le regole (più volte modificate dal legislatore), la percezione di un onere formativo eccessivo e la scarsa conoscenza degli incentivi cumulabili che nel 2026 rendono questo contratto ancora più conveniente.

In sintesi: assumere un lavoratore con apprendistato professionalizzante significa pagare contributi previdenziali ridotti al 10% (invece del normale 23-30% per un tempo indeterminato standard), beneficiare di esoneri contributivi aggiuntivi per le assunzioni under 30, avere la possibilità di cumulare lo sgravio con la Decontribuzione Sud se l'impresa è nel Mezzogiorno, e disporre di un contratto a tempo indeterminato con una fase formativa strutturata che consente di formare il lavoratore secondo le esigenze specifiche dell'impresa.

Questa guida ti spiega come funziona il contratto, quanto si risparmia concretamente, quali sono gli obblighi formativi, come si struttura la formazione esterna finanziata dalle Regioni e quali incentivi aggiuntivi si possono cumulare nel 2026. Per una panoramica generale sulla formazione finanziata, visita: Formazione finanziata 2026: tutti gli strumenti per imprese e professionisti.

Il contratto di apprendistato professionalizzante: inquadramento normativo

L'apprendistato professionalizzante è disciplinato dall'art. 44 del D.Lgs. 81/2015 (Testo Unico dei Contratti di Lavoro). È definito come un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato al conseguimento di una qualificazione professionale ai fini contrattuali (non scolastica), attraverso la formazione in aula e on-the-job.

Le caratteristiche fondamentali sono:

  • Natura: contratto a tempo indeterminato (non a termine);
  • Durata: minimo 6 mesi, massimo 36 mesi (3 anni); per alcune qualifiche artigianali o specializzazioni, il CCNL può prevedere durate fino a 60 mesi;
  • Età: 18-29 anni (la legge consente l'assunzione fino al giorno del compimento del 30° anno); per i lavoratori in mobilità non ci sono limiti d'età;
  • Settori: quasi tutti, con l'eccezione del lavoro domestico e del settore marittimo;
  • Trattamento economico: il CCNL di riferimento definisce la retribuzione (tipicamente percentuale della paga base del livello di arrivo, crescente durante l'apprendistato).

Distinzione dagli altri tipi di apprendistato:

TipoBase normativaFinalitàEtà
Apprendistato per qualifica e diploma (I tipo)Art. 43 D.Lgs. 81/2015Qualifica/diploma scolastico15-25 anni
Apprendistato professionalizzante (II tipo)Art. 44 D.Lgs. 81/2015Qualificazione professionale contrattuale18-29 anni
Apprendistato di alta formazione e ricerca (III tipo)Art. 45 D.Lgs. 81/2015Laurea, dottorato, praticantato18-29 anni
In questa guida ci concentriamo esclusivamente sul II tipo (professionalizzante), che è di gran lunga il più utilizzato dalle PMI e quello con il miglior profilo di incentivi.

Il vantaggio principale: la contribuzione ridotta al 10%

Il beneficio fondamentale dell'apprendistato professionalizzante è la contribuzione previdenziale ridotta. Per i datori di lavoro che hanno alle loro dipendenze non più di 9 addetti, la contribuzione è ulteriormente agevolata:

Dimensione impresaAliquota contributiva apprendistaAliquota contributiva T.I. standard
≤ 9 dipendenti1,5% (1° anno), 3% (2° anno), 10% (3° anno+)~29-30%
10-49 dipendenti10% per tutta la durata~29-30%
50+ dipendenti10% per tutta la durata~29-30%
Il risparmio contributivo è enorme. Facciamo un esempio concreto:

Esempio: assunzione di un apprendista con RAL €22.000.

VoceApprendistato (10%)Contratto T.I. standard (28%)
Retribuzione lorda annua€22.000€22.000
Contributi datoriali€2.200€6.160
Costo aziendale annuo€24.200€28.160
Risparmio annuo€3.960-
Su un contratto di 3 anni, il risparmio totale è di circa €11.880 per singolo apprendista, a parità di retribuzione. Per un'impresa con 5 apprendisti contemporaneamente, il risparmio pluriennale supera i €50.000.

Esonero contributivo aggiuntivo under 30: i dettagli 2026

Oltre alla contribuzione ridotta al 10%, nel 2026 si aggiungono incentivi specifici per l'assunzione di giovani:

Incentivo strutturale under 30 (Decontribuzione giovanile)

La Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) e i successivi rinnovi hanno introdotto un esonero contributivo strutturale per le nuove assunzioni di lavoratori under 30 che non hanno mai avuto un contratto a tempo indeterminato.

Per il 2026, l'esonero prevede:

  • Aree ZES/Mezzogiorno: esonero del 100% dei contributi previdenziali datoriali (escluso INAIL e contribuzione per assegno familiare), nel limite di €650/mese per lavoratore, per i primi 36 mesi dall'assunzione;
  • Resto d'Italia: esonero del 50% dei contributi previdenziali datoriali, nel limite di €325/mese per lavoratore, per i primi 36 mesi.

Come funziona la sovrapposizione con l'apprendistato: Tecnicamente, l'apprendistato ha già una contribuzione ridotta al 10%. L'esonero aggiuntivo under 30 si applica sulla quota contributiva residua (10%), riducendola ulteriormente. In pratica:

  • Apprendistato nelle aree Mezzogiorno/ZES: contribuzione effettiva potenzialmente prossima a zero per i primi 3 anni;
  • Apprendistato nel resto d'Italia: contribuzione ridotta al 5% effettivo.

Condizioni per l'accesso all'esonero aggiuntivo:

  • Lavoratore under 30 (non aver compiuto 30 anni alla data di assunzione);
  • Prima assunzione a tempo indeterminato (l'apprendistato è considerato T.I. ai fini della condizione);
  • L'impresa non deve aver effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o collettivi nei 6 mesi precedenti nel medesimo settore produttivo e nella medesima area geografica.

Sgravio contributivo Art. 22 L. 183/2011 (Collegato Lavoro)

Il meccanismo del Collegato Lavoro prevede uno sgravio contributivo specifico per l'apprendistato:

  • Primi 3 anni: riduzione di 11,61 punti percentuali sull'aliquota contributiva applicabile;
  • Anni successivi (se il contratto supera i 3 anni): riduzione di 5,61 punti percentuali.

Questo sgravio si sovrappone alla contribuzione al 10%, riducendo ulteriormente il costo previdenziale. In pratica, la gestione di questi sgravi è demandata al consulente del lavoro che gestisce le buste paga: l'importante è che l'azienda sia consapevole che esistono livelli multipli di incentivo che si sommano.

La formazione esterna: 120 ore all'anno e chi la paga

L'apprendistato professionalizzante prevede due componenti formative obbligatorie:

Formazione interna (tutoraggio aziendale)

L'impresa deve nominare un tutor aziendale (il formatore-tutor) che segue l'apprendista nella formazione on-the-job. I requisiti minimi del tutor sono definiti dal CCNL di riferimento, ma in linea generale:

  • Esperienza di almeno 2 anni nel settore;
  • Capacità di gestire il trasferimento di conoscenze e di monitorare l'apprendimento;
  • Disponibilità di tempo adeguata (il tutor non può seguire più di 3 apprendisti contemporaneamente in molti CCNL).

Il piano formativo individuale dell'apprendista (diverso dal PFI Fondimpresa) deve essere allegato al contratto e descrivere le competenze da acquisire, le attività pratiche previste e il calendario di affiancamento.

Formazione esterna (120 ore/anno nelle Regioni)

Il CCNL e la normativa di riferimento prevedono 120 ore annue di formazione esterna (formazione trasversale e di base) da svolgersi presso strutture accreditate dalla Regione. Questa formazione è finanziata dalle Regioni a valere sul Fondo Sociale Europeo (FSE+) e non comporta costi per l'impresa.

Come funziona in pratica:

  1. La Regione pubblica i calendari dei corsi di formazione per apprendisti (tramite enti accreditati);
  2. L'impresa (o il consulente del lavoro) iscrive l'apprendista al percorso formativo esterno;
  3. La formazione si svolge nei giorni e orari concordati, durante l'orario di lavoro (le ore sono conteggiate come ore di lavoro normale);
  4. Al termine del percorso, l'ente emette il registro presenze e l'attestato di frequenza.

Attenzione: se l'impresa non organizza o non consente la formazione esterna, l'apprendistato può essere "trasformato" d'ufficio in un rapporto di lavoro ordinario (con contribuzione normale), con applicazione di sanzioni. È quindi fondamentale iscrivere l'apprendista ai corsi regionali entro i tempi previsti.

La disponibilità dei corsi regionali varia da regione a regione. In alcune regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto) l'organizzazione è capillare; in altre può essere necessario pianificare con anticipo per trovare posti disponibili. In caso di mancata disponibilità documentata dei corsi regionali, l'impresa può organizzare la formazione esterna internamente, con spese ammissibili sul Conto Formazione Fondimpresa.

Trasformazione a fine apprendistato: l'incentivo post-contratto

Uno degli aspetti meno conosciuti dell'apprendistato è l'incentivo post-contratto: quando il contratto di apprendistato si conclude (per naturale scadenza o per scelta del datore di lavoro di confermare il lavoratore), il lavoratore viene automaticamente confermato a tempo indeterminato con il livello contrattuale acquisito.

La legge prevede che, dopo la conferma, l'impresa mantenga la contribuzione ridotta per ulteriori 12 mesi (oltre ai 36 mesi del contratto). Questo significa che il risparmio contributivo si prolunga per 4 anni totali (3 anni di contratto + 1 anno post-conferma).

Condizione: per godere dell'incentivo post-contratto, l'impresa deve mantenere in servizio il lavoratore confermato. Se lo licenzia entro 12 mesi dalla conferma senza giustificato motivo oggettivo, decade dal beneficio e deve restituire gli sgravi contributivi goduti nel periodo post-conferma.

Decontribuzione Sud: il doppio beneficio per le imprese del Mezzogiorno

Per le imprese localizzate nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna), nel 2026 è possibile cumulare l'apprendistato con la Decontribuzione Sud, lo sgravio contributivo strutturale prorogato fino al 2028 per le imprese del Sud Italia.

La cumulabilità è possibile in quanto i due strumenti operano su basi giuridiche diverse:

  • Apprendistato: riduzione dell'aliquota contributiva applicabile per legge al contratto di apprendistato;
  • Decontribuzione Sud: esonero contributivo aggiuntivo su quota aliquota contributiva normale per incentivare l'occupazione nel Mezzogiorno.

In pratica, un'impresa meridionale che assume un apprendista sotto i 30 anni può godere di un livello di contribuzione effettivo prossimo a zero per i primi anni del contratto. Questo rende l'apprendistato professionalizzante nel Sud Italia uno degli strumenti di riduzione del costo del lavoro più potenti disponibili nel 2026.

Per i dettagli sulla Decontribuzione Sud, consulta: Decontribuzione Sud 2026: esonero contributivo imprese e il bando Decontribuzione Sud 2026.

Apprendistato e ANPAL GOL: un abbinamento strategico

Il Programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori), promosso da ANPAL con risorse PNRR, offre percorsi di riqualificazione e aggiornamento professionale per lavoratori disoccupati, in Cassa Integrazione o a rischio di esclusione dal mercato del lavoro.

Le imprese che assumono con apprendistato professionalizzante possono inserire candidati provenienti dai percorsi GOL, beneficiando di:

  • Lavoratori pre-formati sui fabbisogni del mercato del lavoro locale;
  • Sinergia tra la formazione GOL (svolta prima dell'assunzione) e la formazione esterna dell'apprendistato;
  • In alcuni casi, bonus aggiuntivi per l'assunzione di beneficiari GOL (verificare le condizioni regionali).

Questa combinazione è particolarmente efficace per le imprese che cercano lavoratori da riqualificare in settori a carenza di competenze (digitale, logistica, manifatturiero avanzato).

Obblighi e adempimenti: cosa deve fare l'impresa

Assumere con apprendistato professionalizzante comporta alcuni adempimenti specifici che differiscono dal normale contratto a tempo indeterminato:

AdempimentoQuandoResponsabile
Piano Formativo IndividualePrima dell'assunzioneDatore di lavoro + apprendista
Nomina del tutor aziendalePrima dell'assunzioneDatore di lavoro
Comunicazione al Centro per l'ImpiegoEntro il giorno di assunzioneDatore di lavoro / consulente
Iscrizione a corsi formazione esterna (120h/anno)Entro 1 mese dall'assunzioneDatore di lavoro
Registro presenze formazioneContinuativamenteTutor aziendale
Aggiornamento Piano FormativoAnnualmente o a variazioniTutor + apprendista
Comunicazione conferma/recessoEntro scadenza contrattoDatore di lavoro
Il recesso: durante il periodo di apprendistato, il datore di lavoro può recedere solo per giusta causa o giustificato motivo. Al termine del periodo, può recedere liberamente con preavviso (come per qualsiasi T.I.), ma se non lo fa esplicitamente, il rapporto si considera confermato. Questa è una differenza rispetto ai contratti a termine, dove la scadenza è automatica.

Convenienza economica: quando conviene l'apprendistato rispetto ad altri contratti

L'apprendistato professionalizzante è conveniente quando:

  1. Devi assumere giovani under 30 per posizioni che richiedono formazione specifica;
  2. Hai bisogno di una figura a lungo termine (non puoi usare contratti a termine brevi);
  3. Sei nel Mezzogiorno (il doppio beneficio con Decontribuzione Sud è particolarmente potente);
  4. Hai la capacità di gestire la formazione (tutor aziendale disponibile, volontà di organizzare i corsi regionali);
  5. Vuoi formare il lavoratore secondo le tue esigenze specifiche (il Piano Formativo è personalizzabile).

L'apprendistato è meno conveniente quando:

  • hai bisogno di un lavoratore già formato, operativo da subito (il periodo di affiancamento può rallentare la produttività iniziale);
  • non hai un tutor disponibile (figure molto esperte con scarsa disponibilità di tempo);
  • la posizione è per mansioni semplici che non richiedono formazione strutturata (in questo caso, gli incentivi non giustificano la burocrazia).

Confronto con il bonus assunzioni standard

Per capire quando scegliere l'apprendistato rispetto ad altri incentivi, consulta: Bonus assunzioni 2026: guida incentivi imprese e Come ridurre il costo del lavoro 2026 legalmente.

Formazione finanziata per apprendisti: Fondimpresa e altri strumenti

La formazione degli apprendisti può essere finanziata anche attraverso i fondi interprofessionali. In particolare:

  • Fondimpresa (Avviso A): la formazione on-the-job e le attività formative aggiuntive rispetto alle 120 ore obbligatorie possono essere finanziate sul Conto Formazione dell'impresa;
  • Fondirigenti: se l'apprendista è destinato a un ruolo dirigenziale, la formazione manageriale può essere coperta da Fondirigenti;
  • POR FSE regionali: alcune regioni offrono vaucher formativi aggiuntivi per gli apprendisti, complementari alle 120 ore standard.

Questa combinazione (apprendistato + formazione finanziata) consente di:

  1. Ridurre il costo del lavoro con la contribuzione al 10%
  2. Formare gratuitamente il lavoratore con le risorse del Conto Formazione
  3. Utilizzare la formazione esterna regionale (gratis, finanziata dal FSE)

Per le PMI del Sud che vogliono sviluppare competenze digitali negli apprendisti: Sviluppo Competenze PMI Mezzogiorno. Per la PMI come beneficiario degli incentivi all'assunzione.

Apprendistato professionalizzante: i settori più attivi nel 2026

Nel 2026, i settori con il maggior utilizzo dell'apprendistato professionalizzante in Italia sono:

SettoreMotivazione principale
Manifatturiero (meccanica, elettronica)Formazione tecnica specializzata on-the-job
Retail e GDOAlta rotazione del personale; incentivi rendono conveniente il contratto
ICT e servizi digitaliCarenza di figure tecniche qualificate; formazione personalizzata
Logistica e trasportiFormazione per patenti speciali e qualifiche professionali
Turismo e ristorazioneStagionalità gestita con aperture e conferme programmate
ArtigianatoTrasmissione di competenze tradizionali; CCNL spesso favorevoli
Servizi professionali (consulenza, studi)Formazione su procedure e specializzazioni interne

FAQ - Domande frequenti sull'apprendistato professionalizzante 2026

1. L'apprendistato professionalizzante si può fare con qualsiasi lavoratore under 30?

No. Il lavoratore deve avere tra i 18 e i 29 anni (non ancora compiuti al momento dell'assunzione). Ci sono eccezioni per i lavoratori in mobilità, per i quali non ci sono limiti d'età. Inoltre, il lavoratore non deve essere già dipendente della stessa impresa a tempo indeterminato standard.

2. Posso licenziare un apprendista durante il contratto?

Sì, ma solo per giusta causa (es. furto, comportamento gravemente scorretto) o giustificato motivo soggettivo (es. comportamento negligente reiterato). Non è possibile recedere per motivi economici (giustificato motivo oggettivo) durante la fase di apprendistato, a differenza di un normale contratto a tempo indeterminato. Al termine del periodo, il datore può recedere liberamente con preavviso.

3. Cosa succede se il lavoratore non supera la valutazione finale delle competenze?

Il contratto di apprendistato prevede una valutazione delle competenze acquisite. Se l'apprendista non raggiunge gli obiettivi formativi previsti nel Piano Formativo, il datore può prolungare il contratto (entro i limiti massimi previsti dal CCNL) o, in casi gravi, recedere dal contratto. La valutazione deve essere documentata e comunicata all'apprendista.

4. L'apprendistato si applica anche ai laureati?

Sì. L'apprendistato professionalizzante non è riservato alle qualifiche basse. Un laureato in ingegneria under 30 può essere assunto come apprendista per acquisire la qualificazione professionale prevista dal CCNL del settore industriale. L'importante è che la qualificazione da conseguire sia effettivamente superiore a quella già posseduta dal lavoratore.

5. Qual è la differenza tra apprendistato professionalizzante e contratto a termine?

Il contratto a termine ha una data di scadenza fissa e, alla scadenza, termina automaticamente. L'apprendistato è invece un tempo indeterminato: alla scadenza del periodo formativo, il contratto continua (come T.I. normale) salvo recesso esplicito. Il contratto a termine è più adatto per esigenze stagionali o temporanee; l'apprendistato è per chi vuole formare e trattenere il lavoratore a lungo termine.

6. L'impresa deve avere una dimensione minima per assumere apprendisti?

No. Anche un imprenditore individuale (artigiano, libero professionista con dipendenti) può assumere apprendisti. L'unico vincolo è il rapporto tra apprendisti e lavoratori qualificati/specializzati: non si può avere più di un apprendista per ogni lavoratore qualificato (nel caso di imprese con un solo lavoratore qualificato, si possono avere al massimo 2 apprendisti).

7. Le ore di formazione esterna (120h) sono retribuite?

Sì. Le ore trascorse in formazione esterna sono considerate ore di lavoro e retribuite normalmente. Il costo retributivo dell'apprendista durante la formazione esterna è a carico del datore di lavoro. Tuttavia, la formazione stessa è gratuita (finanziata dalla Regione).

8. Cosa succede se la mia regione non ha corsi di formazione esterna disponibili?

La giurisprudenza e le circolari INPS consentono all'impresa di organizzare la formazione esterna internamente quando la Regione non ha disponibilità di corsi accreditati. In questo caso, le spese per la formazione interna sostitutiva possono essere finanziate con il Conto Formazione Fondimpresa. È importante documentare la mancata disponibilità dei corsi regionali (es. con comunicazione scritta alla Regione).

9. Posso assumere un apprendista in smartworking?

Sì, dal 2021 lo smartworking è compatibile con l'apprendistato professionalizzante, purché sia garantita comunque la componente formativa on-the-job. Il Piano Formativo deve prevedere esplicitamente le modalità di svolgimento della formazione in remoto (video-affiancamento, piattaforme collaborative, registrazione delle attività formative digitali). La formazione esterna (120h) può essere svolta in presenza o in modalità e-learning secondo i calendari della Regione.

10. Come si calcola il risparmio effettivo per una PMI del Sud?

Per un'impresa nel Mezzogiorno con apprendista under 30, RAL €22.000: contribuzione ordinaria 10% (apprendistato) = €2.200/anno; esonero under 30 al 100% su €650/mese (€7.800/anno), quindi sull'aliquota del 10% l'esonero azzera sostanzialmente il contributo. Cumulando con Decontribuzione Sud (30% di esonero sulla quota contributiva che eventualmente rimane), il costo contributivo effettivo può essere ridotto a meno di €500/anno per apprendista. Consulta il tuo consulente del lavoro per il calcolo preciso basato sulla tua situazione specifica.

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Stefano, autore

Scritto e verificato da Stefano

diShine · consulenza PMI e trasformazione digitale. Ogni guida è basata su fonti ufficiali (GU, MIMIT, Regioni, INVITALIA).

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La Decontribuzione Sud è uno sgravio contributivo per datori di lavoro privati con sede nelle regioni del Mezzogiorno. Prevede un esonero del 20% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro per gli anni 2026 e 2027, e del 10% per il 2028 e 2029. L'agevolazione è rivolta a tutti i datori di lavoro privati, esclusi i settori finanziario, agricolo e domestico, e si applica ai rapporti di lavoro dipendente. La misura è attiva fino al 31 dicembre 2029.

Importo max
0 €
Contributo
20% per il 2026-2027, 10% per il 2028-2029
1254 giorni · 31 dic 2029Verifica idoneità →
Micro impresaMedia impresaGrande impresa
Chiuso
Fondo perduto

Sviluppo Competenze PMI Mezzogiorno

MIMIT7 regioni

Contributi a fondo perduto alle PMI di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia per la formazione del personale su innovazione tecnologica, transizione verde e digitale. L'importo varia da 10.000€ a 60.000€, con un contributo del 50% che può essere maggiorato. Le domande si possono presentare dal 21 aprile al 23 giugno 2026.

Importo max
€60k
da €10k
Contributo
fino al 50%
Scaduto
Micro impresaMedia impresaPiccola impresa

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