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Bandi turismo 2026: gli incentivi per le strutture ricettive

13 min di letturaPubblicato 16 giugno 2026Scritto da: Kevin

Il 2026 è il primo anno in cui il turismo italiano lavora con un sistema di incentivi completamente ridisegnato. Le grandi misure PNRR che avevano dominato il triennio precedente hanno chiuso le finestre di domanda, e al loro posto la Legge di Bilancio 2026 (Legge 199/2025) ha costruito un'architettura nuova: un fondo nazionale dedicato, i Contratti di Sviluppo rifinanziati, i contratti di filiera e una rete di bandi regionali. Questa guida mappa gli strumenti realmente attivi nel 2026 per chi gestisce o vuole aprire una struttura ricettiva, indica per ognuno dotazione, beneficiari, soglie di spesa e procedura, e mostra con esempi numerici quanto si può recuperare.

Se ti stai orientando tra gli strumenti, parti dalla guida ai voucher e contributi a fondo perduto per il turismo e, per il quadro generale, dalla guida ai bandi e incentivi PMI 2026. Se non hai mai chiesto un contributo, capisci prima la differenza tra bando, voucher e credito d'imposta.

1. Cosa è cambiato nel 2026: la fine del ciclo PNRR

Le risorse PNRR della Missione 1 Componente 3 destinate a turismo e cultura ammontavano a circa 2,4 miliardi di euro. Le due leve principali per le imprese ricettive si sono ormai chiuse sul lato domanda:

  • IFIT (Incentivi Finanziari per le Imprese Turistiche): ha esaurito le finestre di presentazione domande e oggi opera solo in scorrimento sui beneficiari già ammessi. Non è uno strumento su cui può contare chi parte oggi.
  • FRI-Tur (Fondo Rotativo Imprese - Turismo): ha esaurito le domande e sta gestendo l'erogazione delle agevolazioni già concesse.

Chi nel 2025 ha letto guide che presentavano IFIT e FRI-Tur come porte aperte oggi trova quelle porte chiuse. La manovra 2026 ha però ricostruito il quadro con strumenti nazionali nuovi. Il risultato è un sistema a più livelli, e la prima cosa da capire è che ogni strumento ha una sua fascia di importo: sbagliare strumento rispetto alla dimensione del progetto è l'errore più comune.

2. Il Fondo per il sostegno alle imprese del turismo

È lo strumento nazionale principale per i progetti di riqualificazione di taglia medio-grande. Nasce dai commi 469-471 della Legge di Bilancio 2026 ed è disciplinato dal decreto del Ministero del Turismo firmato il 4 marzo 2026, vistato dal MEF il 16 marzo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 91 del 20 aprile 2026. La gestione operativa è affidata a Invitalia.

Dotazione e forma dell'agevolazione. Il fondo dispone di 109 milioni di euro. L'agevolazione è mista, e questo è il punto che molte guide sbagliano: non è un puro fondo perduto, ma la combinazione di due strumenti che insieme non possono superare il costo ammissibile del progetto:

  • Contributo a fondo perduto: fino al 30% delle spese ammissibili, per un importo massimo di 4,5 milioni di euro.
  • Finanziamento agevolato: fino al 70% delle spese ammissibili, a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento europeo vigente alla concessione, con durata massima di cinque anni e rimborso a rate semestrali.

È possibile richiedere un'anticipazione della prima quota di fondo perduto fino al 30% del totale concesso, dietro fideiussione bancaria o polizza assicurativa. L'avviso attuativo potrà definire percentuali diverse per specifiche tipologie di beneficiari o spese, fermo restando che il fondo perduto (o l'equivalente sovvenzione lordo, ESL) non può eccedere il 50% dei costi ammissibili.

Soglie di spesa: il dettaglio che cambia tutto. I progetti di investimento devono avere un importo compreso tra un minimo di 1 milione e un massimo di 15 milioni di euro. È un punto decisivo: il Fondo Turismo non è lo strumento per la piccola ristrutturazione da poche decine di migliaia di euro, ma per i progetti di ammodernamento sostanziale. Chi ha un investimento sotto il milione deve guardare ai bandi regionali, alla Nuova Sabatini o al Conto Termico.

Chi può accedere. Le imprese del settore turistico individuate da specifici codici ATECO 2025 (alloggio del gruppo 55: alberghi, villaggi, campeggi, marina resort, case e appartamenti per vacanze; ristorazione e catering del gruppo 56; centri termali e benessere; parchi tematici; stabilimenti balneari; attività legate a congressi e fiere). Sono ammesse anche le imprese prive del codice ATECO principale del bando se dimostrano, con scritture contabili, di avere da almeno tre anni un fatturato derivante prevalentemente da attività turistiche. Sono incluse le reti d'impresa. Requisiti trasversali: iscrizione e attività al Registro delle imprese, assenza di liquidazione o procedure concorsuali, sede in Italia (o sede italiana per imprese UE/SEE), regolarità previdenziale, fiscale e assicurativa, assenza della qualifica di impresa in difficoltà e di aiuti illegali non rimborsati. Ogni soggetto può presentare un'unica proposta; nei gruppi, ciascuna entità giuridica può presentare una domanda e, se ha più unità locali in comuni diversi, una domanda per unità, nel rispetto del tetto di progetto.

Cosa finanzia. Il decreto premia i progetti che combinano efficientamento energetico e digitalizzazione: riqualificazione dell'involucro e degli impianti, building automation, cablaggio strutturato e infrastrutture per la banda interna, colonnine di ricarica, collegamento a teleriscaldamento o teleraffrescamento, costruzione o riqualificazione di impianti sportivi, wellness, centri congressi e spazi per eventi, interventi per accessibilità e inclusività, oltre a software, licenze, brevetti e know-how legati a digitalizzazione, sostenibilità e destagionalizzazione. Le spese di consulenza sono ammissibili entro un massimale del 4% coperto dal fondo perduto.

Tempistiche e procedura. Gli interventi devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e conclusi entro 18 mesi dalla concessione, e comunque non oltre il 30 settembre 2028. La domanda si presenta sul portale predisposto da Invitalia, con la modulistica resa disponibile dal Ministero del Turismo. L'avviso attuativo con date e modulistica è atteso entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto. Conviene monitorare i portali di Invitalia e del Ministero del Turismo.

Esempio di calcolo: una riqualificazione da 3 milioni di euro

Un albergo realizza un progetto di efficientamento e digitalizzazione con 3.000.000 di euro di spese ammissibili, dentro la forbice 1-15 milioni richiesta. La struttura tipica dell'agevolazione:

  • Fondo perduto: 30% di 3.000.000 = 900.000 euro non restituibili (entro il tetto di 4,5 milioni, quindi pienamente riconosciuto).
  • Finanziamento agevolato: la quota residua, fino al 70%, a un tasso pari al 20% del tasso UE, rimborsabile in cinque anni con rate semestrali.

Le spese per i beni strumentali tecnologici (building automation, hardware) possono inoltre intercettare il nuovo iperammortamento, nel rispetto del divieto di doppio finanziamento sulla stessa spesa. Su come impostare il progetto vedi come scrivere un business plan per un bando e i documenti per i bandi: DURC, visura, business plan.

3. Contratti di Sviluppo Turismo: i grandi investimenti negoziali

Per i progetti di dimensione ancora maggiore, o di filiera, lo strumento di riferimento resta il Contratto di Sviluppo gestito da Invitalia, rifinanziato dalla Legge di Bilancio 2026 con 550 milioni complessivi distribuiti fino al 2029 (250 milioni per il 2027, 50 per il 2028, 250 per il 2029).

Il Contratto di Sviluppo finanzia il potenziamento e la riqualificazione dell'offerta ricettiva, la realizzazione di strutture polifunzionali e servizi complementari, la digitalizzazione e l'innovazione organizzativa. La sua caratteristica è la componente negoziale: l'impresa proponente dialoga direttamente con Invitalia e con le Regioni interessate per costruire un piano d'investimento su misura. È pensato per progetti di taglia rilevante, spesso con più soggetti coinvolti. A questo si aggiungono i contratti di filiera del turismo, finanziati con 50 milioni annui per il triennio 2026-2028, destinati a contributi anche a fondo perduto per gli investimenti privati lungo la filiera turistica.

4. ZES Unica: il credito d'imposta per il Mezzogiorno

Le strutture ricettive con sede o unità produttiva in una delle regioni del Mezzogiorno hanno una leva fiscale potente: la ZES Unica. Il credito d'imposta ZES Unica per gli investimenti delle imprese copre una quota dell'investimento in beni strumentali e immobili strumentali, variabile in funzione della dimensione d'impresa e della regione, e resta aperto per gli investimenti del 2026.

La logica è semplice: chi ristruttura o amplia un albergo in Campania, Puglia, Sicilia, Calabria, Basilicata, Molise, Sardegna o Abruzzo recupera sotto forma di credito d'imposta una parte significativa della spesa, con il vantaggio che il credito si utilizza in compensazione e non richiede un'erogazione diretta. Per il dettaglio di aliquote, plafond, procedura e i meccanismi di riparto si veda la guida dedicata alla ZES Unica e al credito d'imposta per il Mezzogiorno. Chi opera al Sud trova il quadro completo nella guida ai bandi del Mezzogiorno 2026. Per capire quando conviene un credito d'imposta rispetto a un contributo diretto, è utile fondo perduto o credito d'imposta: cosa scegliere.

5. Gli strumenti trasversali: beni, energia, liquidità

Oltre alle misure dedicate al turismo, una struttura ricettiva può usare gli incentivi generali per l'impresa, perfettamente compatibili con il settore. Sono spesso la strada giusta proprio per i progetti sotto il milione di euro, esclusi dal Fondo Turismo.

Nuova Sabatini. Per chi acquista beni strumentali, attrezzature, arredi tecnici o software gestionali, la Nuova Sabatini abbatte gli interessi del finanziamento o del leasing con un contributo in conto impianti del MIMIT. È stata rifinanziata dalla Legge di Bilancio 2026 e resta lo strumento più semplice per finanziare l'acquisto di beni. Il funzionamento, con esempi di calcolo, è nella guida Nuova Sabatini: come funziona e quanto risparmi davvero.

Iperammortamento 2026-2028. Per gli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati, il nuovo iperammortamento introdotto dalla manovra 2026 consente una maggiorazione del costo deducibile su investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028. Sostituisce il Piano Transizione 5.0, chiuso a fine 2025. I dettagli su aliquote e requisiti sono nella guida all'iperammortamento 2026-2028.

Conto Termico 3.0 ed efficientamento. Per gli interventi di efficientamento energetico (pompe di calore, caldaie a condensazione, solare termico, isolamento), il Conto Termico 3.0 eroga un contributo in conto capitale gestito dal GSE. È particolarmente adatto alle strutture che vogliono ridurre la bolletta, voce di costo pesante per alberghi e terme: il tema è approfondito nelle guide su come ridurre la bolletta energetica dell'impresa e sull'efficientamento energetico dell'impresa.

Liquidità e garanzie. Per sostenere il circolante e ottenere i finanziamenti collegati agli investimenti, è utile conoscere le leve descritte in come gestire la liquidità aziendale.

6. I bandi regionali: la geografia delle opportunità

Quasi tutte le Regioni hanno aperto o riaperto nel 2026 linee FESR per la riqualificazione e la competitività delle imprese turistiche, spesso con soglie di spesa più basse del Fondo Turismo e quindi adatte alle strutture piccole. Alcuni esempi: l'avviso IN.TUR in Calabria, i bandi del Patto per il lavoro in Liguria, gli avvisi FESR di Veneto, Toscana, Lombardia ed Emilia-Romagna. In Toscana è attivo un bando dedicato alle agevolazioni per la ristorazione che valorizza i prodotti locali. Per la blue economy e il turismo costiero è aperto il Blue Hub per l'innovazione nella blue economy Italia-Francia mediterranea.

Per chi sviluppa un'offerta di turismo lento e cammini, esistono bandi specifici come l'avviso del piano cammini delle Marche; il tema è trattato nella guida al turismo lento, cammini e accoglienza. Le strutture che puntano sulla digitalizzazione possono guardare ai voucher regionali, mappati nelle guide su bandi digitalizzazione PMI 2026, bandi Lombardia per la digitalizzazione e voucher digitalizzazione PMI Veneto.

7. Tabella di sintesi: quale strumento per quale progetto

StrumentoTipoFascia di spesaQuando conviene
Fondo sostegno imprese turismoFondo perduto (max 30%) + finanziamento agevolato1-15 milioniRiqualificazione ed efficientamento di taglia medio-grande
Contratto di Sviluppo TurismoAgevolazione negozialeGrandi progetti / filieraInvestimenti oltre i 15 milioni o multi-soggetto
ZES UnicaCredito d'impostaVariabileBeni e immobili strumentali nel Mezzogiorno
Bandi regionali FESRFondo perdutoSpesso sotto 1 milioneStrutture piccole e medie, fuori soglia Fondo Turismo
Nuova SabatiniContributo in conto impiantiQualsiasiAcquisto beni, attrezzature, software
Conto Termico 3.0Contributo conto capitaleQualsiasiEfficientamento energetico puro

8. Aprire una nuova struttura ricettiva

Chi parte da zero, oltre agli strumenti del turismo, ha accesso agli incentivi per le nuove imprese. La guida per aprire una microimpresa e gli incentivi per chi parte da zero e quella sugli incentivi per le microimprese 2026 coprono i fondi a tasso zero e i contributi per l'avvio. Per orientarsi tra le forme di contributo è utile la guida bandi, voucher e credito d'imposta a confronto, e per incastrare più incentivi senza errori la guida al cumulo degli incentivi 2026.

9. Gli errori da evitare

  • Sbagliare strumento rispetto alla dimensione del progetto. Il Fondo Turismo parte da 1 milione: per investimenti più piccoli servono bandi regionali, Nuova Sabatini o Conto Termico.
  • Firmare ordini o pagare acconti prima della domanda. Le spese del Fondo Turismo sono ammissibili solo se avviate dopo la presentazione della domanda. Prima la domanda, poi l'impegno di spesa.
  • Confondere il Fondo Turismo con un puro fondo perduto. È un'agevolazione mista: la parte a finanziamento (fino al 70%) va comunque rimborsata, seppure a tasso ridotto.
  • Trascurare DURC e regolarità. Un DURC irregolare o un'irregolarità fiscale bloccano l'accesso.
  • Cumulare oltre i limiti. Fondo perduto e finanziamento insieme non possono superare il costo del progetto, e l'ESL non può eccedere il 50% dei costi ammissibili.

10. FAQ

IFIT e FRI-Tur sono ancora aperti nel 2026?

No. Entrambe le misure PNRR hanno chiuso le finestre di presentazione domande e operano solo in scorrimento sui beneficiari già ammessi. Per nuovi investimenti bisogna guardare al Fondo per il sostegno alle imprese del turismo e ai Contratti di Sviluppo.

Qual è la soglia minima di spesa per il Fondo Turismo 2026?

Un milione di euro. I progetti ammissibili vanno da 1 a 15 milioni di euro. Sotto il milione bisogna orientarsi su bandi regionali, Nuova Sabatini o Conto Termico.

Quanto contributo posso ottenere dal Fondo Turismo 2026?

Un fondo perduto fino al 30% delle spese ammissibili (tetto 4,5 milioni) più un finanziamento agevolato fino al 70%, a tasso ridotto. Su un progetto da 3 milioni, la sola quota a fondo perduto vale fino a 900.000 euro.

Un bed and breakfast può accedere?

Sì in linea di principio, ma deve avere un progetto di almeno 1 milione di euro per rientrare nella soglia minima del Fondo Turismo. Per investimenti più contenuti, i bandi regionali sono più adatti.

Chi gestisce il Fondo Turismo e come si presenta domanda?

La misura è gestita da Invitalia. La domanda si presenta sul portale predisposto da Invitalia con la modulistica del Ministero del Turismo, dopo la pubblicazione dell'avviso attuativo.

Posso cumulare il Fondo Turismo con la ZES Unica?

Il cumulo sulla stessa spesa è possibile solo nei limiti delle intensità massime di aiuto della disciplina europea. Fondo perduto e finanziamento insieme non possono comunque superare il costo del progetto. Vedi la guida al cumulo degli incentivi.

Entro quando va concluso l'investimento?

Entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni e comunque non oltre il 30 settembre 2028. Gli interventi devono essere avviati solo dopo la presentazione della domanda.

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Kevin Escoda, autore

Scritto e verificato da Kevin

diShine · consulenza PMI e trasformazione digitale. Ogni guida è basata su fonti ufficiali (GU, MIMIT, Regioni, INVITALIA).

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