Microcredito: cos'è e come si richiede
C'è un ostacolo che ferma tante piccole attività e tanti aspiranti imprenditori prima ancora di partire: l'accesso al credito. La banca, di fronte a chi non ha un patrimonio da offrire in garanzia o una storia creditizia consolidata, tende a chiudere la porta. È un problema che colpisce soprattutto chi è piccolo o sta iniziando: proprio chi avrebbe più bisogno di un aiuto.
Il microcredito nasce per rispondere a questo problema. Non è un bando, non è un contributo a fondo perduto: è un finanziamento, pensato però per chi dal credito tradizionale resta escluso. Questa guida spiega cos'è, come funziona, a chi si rivolge e come si richiede.
Cos'è il microcredito (e cosa non è)
Il microcredito imprenditoriale è uno strumento finanziario disciplinato dalla legge, pensato per favorire l'inclusione finanziaria di chi ha difficoltà ad accedere al credito tradizionale perché non dispone di sufficienti garanzie.
Va chiarito subito cosa NON è, per evitare equivoci:
- Non è un contributo a fondo perduto: è un prestito, e va restituito.
- Non è un regalo: la sua erogazione dipende dalla valutazione della sostenibilità del progetto.
E va capito cosa lo rende diverso da un normale prestito bancario. Due elementi.
L'attenzione al progetto, non solo alle garanzie. Il credito ordinario valuta soprattutto le garanzie patrimoniali. Il microcredito guarda anche, e molto, alla validità e alla sostenibilità del progetto imprenditoriale. È pensato esattamente per chi ha un'idea valida ma non ha beni da mettere sul piatto.
I servizi di accompagnamento. Il microcredito non è "solo soldi". Per legge è un'offerta integrata: al finanziamento si accompagnano servizi di tutoraggio, cioè di accompagnamento. Un tutor può aiutare a costruire o verificare il business plan, ad analizzare il mercato, a seguire l'attività dopo l'erogazione. Per chi è all'inizio, questo accompagnamento vale quanto il denaro.
A chi si rivolge
Il microcredito imprenditoriale si rivolge alle realtà piccole e a chi vuole avviarne una. In linea generale rientrano in platea le microimprese, i lavoratori autonomi e i professionisti titolari di partita IVA, le piccole società, e, punto importante, anche gli aspiranti imprenditori, cioè chi non ha ancora costituito l'attività.
La normativa sul microcredito è stata oggetto di una riforma che ne ha ampliato la portata: sono stati alzati gli importi finanziabili, è stata estesa la platea dei soggetti che possono accedervi, e sono stati rivisti alcuni limiti. Il quadro, quindi, è oggi più favorevole rispetto al passato.
Un punto pratico: le condizioni precise (importi massimi, durata, requisiti specifici, tassi) variano e dipendono dalla normativa vigente e dall'operatore a cui ci si rivolge. Per le cifre aggiornate, il riferimento sono le fonti ufficiali e gli operatori autorizzati. Questa guida spiega la logica e il funzionamento, che è ciò che serve per capire se lo strumento fa per voi.
A cosa possono servire i fondi
Il microcredito è destinato a sostenere l'avvio e lo sviluppo dell'attività. In genere i fondi possono essere usati per spese connesse all'attività: acquisto di beni, attrezzature, materie prime e merci, acquisto di servizi, spese per la formazione, retribuzioni di nuovi dipendenti o soci lavoratori, esigenze di liquidità e capitale circolante.
C'è invece un uso tipicamente escluso: il microcredito non serve a ristrutturare debiti preesistenti. È uno strumento per far partire o crescere un'attività, non per tamponare situazioni debitorie già in essere.
Il ruolo del Fondo di Garanzia
Un elemento che rende il microcredito accessibile anche a chi non ha garanzie è il collegamento con il Fondo di Garanzia per le PMI. Il Fondo, che è uno strumento pubblico, può garantire una quota importante del finanziamento di microcredito. In pratica: è lo Stato che, tramite il Fondo, "copre" una parte del rischio per conto di chi non ha garanzie proprie da offrire. È questo meccanismo che permette all'operatore di concedere il credito anche a chi, da solo, non avrebbe i requisiti. Per capire come funziona il Fondo, vedi la guida al Fondo di Garanzia per le PMI.
Come si richiede: il percorso
Il microcredito si richiede rivolgendosi a operatori autorizzati: possono essere operatori specializzati di microcredito oppure banche convenzionate. Il percorso, in linea generale, è questo.
- Si individua un operatore. Esistono operatori di microcredito autorizzati e banche convenzionate. Conviene confrontare più offerte.
- Si prepara il progetto. Il cuore della domanda è il progetto imprenditoriale, di norma sotto forma di business plan: cosa si vuole fare, per chi, con quali numeri. Su questo l'operatore valuta la sostenibilità.
- Si raccoglie la documentazione. Documenti dell'impresa o del proponente, preventivi di spesa, documentazione sui requisiti.
- Si presenta la domanda e si attiva la garanzia. L'operatore istruisce la pratica e, dove previsto, attiva la garanzia del Fondo.
- Si valuta e si eroga. L'operatore valuta il merito creditizio e la sostenibilità del progetto; se l'esito è positivo, eroga il finanziamento.
Microcredito o fondo perduto: come scegliere
Una domanda frequente: meglio il microcredito o un contributo a fondo perduto? Non c'è una risposta unica, ma un criterio.
Il fondo perduto, quando c'è e quando si rientra nei requisiti, ha un vantaggio evidente: non si restituisce. Quindi, se per il proprio profilo (territorio, età, settore) esiste un bando a fondo perduto adatto, vale la pena verificarlo per primo.
Il microcredito ha però due punti di forza: è uno strumento disponibile in modo continuativo, non legato all'apertura di un bando, e dà liquidità a chi un capitale serve subito. Inoltre i due strumenti possono coesistere: si può coprire una parte del progetto con un contributo a fondo perduto e finanziare il resto con il microcredito. Per orientarsi, vedi la guida fondo perduto o credito d'imposta: cosa scegliere e quella su come aprire una microimpresa.
Gli errori da evitare nella domanda
Tre errori che fanno bocciare le domande di microcredito.
Il business plan generico. L'operatore vede tanti progetti e riconosce subito un business plan copiato da un modello o con numeri irrealistici. Il progetto deve essere personalizzato, concreto, con proiezioni credibili.
Chiedere meno del necessario. Per "facilitare l'approvazione", alcuni chiedono un importo inferiore a quello che serve davvero. È un errore: un'attività sottofinanziata parte male. Va chiesto quanto serve realmente, con i preventivi a sostegno.
Trascurare la sostenibilità. Il microcredito guarda alla sostenibilità del progetto: deve essere chiaro come l'attività genererà i ricavi per restituire il finanziamento. Un progetto che non dimostra questo non convince.
In sintesi
Il microcredito è uno strumento prezioso per chi è piccolo o sta partendo e dal credito bancario tradizionale resta escluso. Non è un contributo a fondo perduto, va restituito, ma è un finanziamento costruito su misura per chi ha un'idea valida e poche garanzie, accompagnato da un tutoraggio che per chi inizia vale molto.
La chiave per ottenerlo è il progetto: un business plan concreto, numeri realistici, una chiara dimostrazione della sostenibilità. Il microcredito premia chi ha pensato davvero la propria attività, non chi cerca solo liquidità.
Per continuare, vedi la guida agli incentivi e ai finanziamenti per le microimprese, quella al Fondo di Garanzia per le PMI e quella su fondo perduto e credito d'imposta. Per il quadro generale, la guida ai bandi e agli incentivi 2026.
Per informazioni ufficiali sul microcredito, il riferimento è l'Ente Nazionale per il Microcredito (microcredito.gov.it), e per la garanzia pubblica il portale del Fondo di Garanzia (fondidigaranzia.it).
Articolo informativo. Importi, requisiti e condizioni del microcredito variano e dipendono dalla normativa vigente e dall'operatore: verificare sempre sulle fonti ufficiali e presso gli operatori autorizzati. Le informazioni riflettono il quadro disponibile a maggio 2026. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.

Scritto e verificato da Kevin
diShine · consulenza PMI e trasformazione digitale. Ogni guida è basata su fonti ufficiali (GU, MIMIT, Regioni, INVITALIA).
I bandi di questa guida
Gli strumenti principali analizzati in questo articolo. Verifica scadenze e requisiti.
Fondo di Garanzia PMI
Il Fondo di Garanzia PMI offre una garanzia pubblica per facilitare l'accesso al credito di micro, piccole e medie imprese, startup e professionisti. Copre fino all'80% dei finanziamenti per investimenti e fino al 50% per liquidità, con un importo massimo garantito di 5 milioni di euro. Le domande sono aperte e gestite tramite banche e confidi convenzionati, senza una data di chiusura prefissata.
Fondo di Microfinanza Basilicata per creazione d'impresa e lavoro autonomo
Il Fondo di Microfinanza Basilicata supporta disoccupati residenti nella regione che vogliono avviare un'impresa o attività autonoma. Offre mutui chirografari a tasso zero da 5.000 a 36.000 euro, rimborsabili in 6-7 anni. La dotazione è di 9,8 milioni di euro. Le domande sono aperte fino al 2029 o esaurimento fondi.
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