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Scadenze fiscali di giugno e luglio 2026: la guida per imprese e partite IVA

9 min di letturaPubblicato 16 maggio 2026Aggiornato 19 maggio 2026Scritto da: Kevin

Giugno è il mese più pesante dell'anno per chi ha un'impresa o una partita IVA. In poche settimane si concentrano il saldo delle imposte dell'anno scorso, il primo acconto di quest'anno, il diritto camerale, i contributi INPS e l'acconto IMU. Tutto insieme, tutto a ridosso del 30 giugno.

Non è solo una questione di memoria. È una questione di liquidità: arrivare a giugno senza aver pianificato significa trovarsi a corto di cassa proprio quando l'erario presenta il conto più salato dell'anno. E spesso porta a ricorrere a prestiti d'emergenza costosi per pagare le tasse.

Questa guida raccoglie le scadenze fiscali di giugno e luglio 2026 per imprese e partite IVA, spiega come funzionano e dà indicazioni pratiche per gestirle senza sorprese. Le date riportate vanno sempre verificate sul sito dell'Agenzia delle Entrate, perché possono subire proroghe.

Perché giugno è il mese critico

Il sistema fiscale italiano concentra gli oneri in pochi momenti dell'anno. Giugno è il principale. Tra il 16 e il 30 del mese convergono:

  • il saldo delle imposte sui redditi dell'anno precedente
  • il primo acconto delle imposte dell'anno in corso
  • il diritto annuale della Camera di Commercio
  • i contributi INPS (saldo e primo acconto per molte gestioni)
  • l'acconto IMU
  • le ordinarie liquidazioni IVA e le ritenute mensili

A novembre arriva il secondo grande appuntamento, con il secondo acconto delle imposte. Ma giugno resta il banco di prova della liquidità aziendale.

Le scadenze del 16 giugno 2026

Il 16 del mese è la data ricorrente per i versamenti periodici. Il 16 giugno 2026 scadono in particolare:

  • IVA mensile: liquidazione e versamento dell'IVA relativa al mese di maggio, per i contribuenti mensili
  • Ritenute IRPEF: i sostituti d'imposta (datori di lavoro, committenti) versano le ritenute operate a maggio su stipendi, compensi a professionisti, provvigioni
  • Addizionali regionali e comunali IRPEF: le rate mensili
  • Acconto IMU 2026: la prima rata, pari al 50% dell'imposta calcolata con le aliquote dell'anno precedente. Il saldo si versa a dicembre, ricalcolando con le aliquote aggiornate dal Comune

Tutti i versamenti si effettuano con il Modello F24 telematico. I datori di lavoro con più di 15 dipendenti devono usare i canali Entratel o Fisconline.

Le scadenze del 30 giugno 2026: il giorno chiave

È la data più importante. Il 30 giugno 2026 scadono:

Saldo e primo acconto delle imposte sui redditi

  • Saldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026 per le persone fisiche
  • Saldo e primo acconto IRES per le società di capitali
  • Saldo e primo acconto IRAP per i soggetti interessati
  • Per i contribuenti in regime forfettario: saldo dell'imposta sostitutiva 2025 e primo acconto 2026

Diritto annuale della Camera di Commercio Tutte le imprese iscritte al Registro Imprese versano il diritto camerale, con Modello F24 e codice tributo 3850. L'importo dipende dalla forma giuridica e dal fatturato: importo fisso per le imprese individuali, importo variabile in base al fatturato per società di persone e di capitali.

Contributi INPS

  • Gestione Separata INPS: saldo 2025 e primo acconto 2026, in concomitanza con le imposte
  • Gestione Artigiani e Commercianti: i contributi eccedenti il minimale (saldo e acconto), in aggiunta ai versamenti trimestrali fissi

La proroga al 30 luglio: comoda, ma da usare con criterio

La legge prevede una flessibilità: è possibile posticipare i versamenti del 30 giugno al 30 luglio 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse.

Sembra un vantaggio, ed è uno strumento legittimo. Ma va usato con criterio. Spostare il pagamento di un mese non risolve un problema di liquidità: lo trasla, aggiungendo un piccolo costo. Se il deficit di cassa è strutturale, a luglio il problema sarà identico, solo un po' più caro.

La proroga ha senso come strumento di gestione puntuale della tesoreria, quando per ragioni precise (un incasso atteso a metà luglio, ad esempio) conviene spostare l'uscita. Non come abitudine per rimandare un problema.

Le scadenze di luglio 2026

Luglio è più leggero, ma non vuoto. Le principali scadenze:

  • 16 luglio: versamento dell'IVA mensile di giugno e delle ritenute IRPEF di giugno
  • 16 luglio: versamento delle ritenute del 21% sulle locazioni brevi relative al trimestre precedente
  • 27 luglio: presentazione telematica degli elenchi Intrastat (operazioni intracomunitarie)
  • 30 luglio: versamento di saldo e primo acconto delle imposte con la maggiorazione dello 0,40%, per chi sfrutta la proroga dal 30 giugno

Una nota utile: i versamenti che scadono tra il 1° e il 20 di agosto sono automaticamente differiti al 20 agosto senza sanzioni né maggiorazioni, per la cosiddetta pausa feriale.

Come pianificare: il metodo in quattro mosse

Le scadenze non si gestiscono il giorno prima. Ecco un metodo pratico.

1. Stima gli importi con anticipo

Già a maggio, chiedi al tuo commercialista una stima del carico di giugno. Sapere a marzo o aprile quanto dovrai versare cambia tutto: hai il tempo di accantonare.

2. Accantona mese per mese

La logica corretta non è "trovo i soldi a giugno", ma "ogni mese metto da parte una quota". Un conto dedicato agli accantonamenti fiscali, alimentato costantemente, evita lo shock di cassa.

3. Tieni d'occhio l'acconto: è una previsione, non una certezza

L'acconto si calcola di norma sull'imposta dell'anno precedente (metodo storico). Ma se prevedi un anno peggiore, puoi usare il metodo previsionale e versare meno, con cautela: se la previsione è troppo bassa, scattano sanzioni. È una decisione da prendere con il commercialista.

4. Decidi in anticipo se userai la proroga

Non arrivare al 30 giugno e scoprire di non avere i fondi. Se sai già che ti servirà luglio, mettilo a budget, maggiorazione inclusa.

Cosa fare se non riesci a pagare in tempo

Capita. Un incasso che salta, una scadenza dimenticata. La cosa peggiore è non fare nulla: le sanzioni piene per omesso versamento possono arrivare al 25% dell'importo, oltre agli interessi.

Lo strumento da conoscere è il ravvedimento operoso: permette di regolarizzare un versamento tardivo pagando una sanzione ridotta, tanto più bassa quanto prima si interviene. Chi paga entro pochi giorni dalla scadenza versa una sanzione minima; chi aspetta mesi paga di più, ma sempre meno della sanzione piena.

Esempio concreto: un acconto IMU di 500 euro non versato il 16 giugno, regolarizzato entro 30 giorni, comporta una sanzione ridotta di pochi euro più gli interessi legali. Un costo trascurabile rispetto alla sanzione piena. La regola: più sei tempestivo, meno paghi. Il calcolo va fatto con il commercialista, usando i codici tributo corretti sul Modello F24.

Il problema vero: la liquidità, non la scadenza

Rispettare le date è il sintomo. Il problema di fondo, per molte imprese, è la gestione della liquidità. Una pianificazione finanziaria che guarda avanti (flussi di cassa previsti, accantonamenti, linee di credito disponibili prima che servano) trasforma giugno da emergenza a routine.

Per le imprese che hanno bisogno di sostenere la liquidità, esistono strumenti dedicati. Il Fondo di Garanzia PMI facilita l'accesso al credito bancario garantendo una quota del finanziamento, ed è utile proprio per gestire i fabbisogni di cassa senza ricorrere a soluzioni d'emergenza più costose.

Vale anche la pena ricordare che parte del carico fiscale può essere alleggerita legittimamente. I crediti d'imposta per le imprese sono compensabili in F24 e riducono quanto effettivamente esce di cassa. Capire quali agevolazioni spettano alla propria impresa, e come si combinano con gli adempimenti, fa parte della stessa pianificazione: vedi Cumulo incentivi 2026: regole pratiche.

Un assessment della propria situazione, fiscale e organizzativa, aiuta a capire dove intervenire. La scorecard di maturità digitale gratuita è un punto di partenza per inquadrare anche gli aspetti di efficienza gestionale.

Promemoria: le date da segnare

Per giugno e luglio 2026, le date chiave per imprese e partite IVA:

  • 16 giugno: IVA mensile di maggio, ritenute, acconto IMU
  • 30 giugno: saldo e primo acconto imposte sui redditi, diritto camerale, contributi INPS
  • 16 luglio: IVA mensile di giugno, ritenute, ritenute locazioni brevi
  • 27 luglio: elenchi Intrastat
  • 30 luglio: saldo e acconto imposte con maggiorazione 0,40% (per chi usa la proroga)
  • 20 agosto: versamenti del periodo feriale differiti

Verifica sempre le date sul sito dell'Agenzia delle Entrate: proroghe e slittamenti per festività sono frequenti.

FAQ

Quali tasse si pagano il 30 giugno 2026?

Il 30 giugno 2026 scadono il saldo delle imposte sui redditi 2025 e il primo acconto 2026 (IRPEF, IRES, IRAP secondo i casi), il diritto annuale della Camera di Commercio e i contributi INPS per diverse gestioni. Per i forfettari, saldo dell'imposta sostitutiva 2025 e primo acconto 2026.

Posso rimandare i pagamenti del 30 giugno?

Sì. È possibile posticipare i versamenti al 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse. È uno strumento legittimo, ma conviene usarlo come scelta di gestione puntuale della tesoreria, non come abitudine per rimandare un problema di liquidità.

Cosa è il diritto annuale della Camera di Commercio?

È un tributo che tutte le imprese iscritte al Registro Imprese versano ogni anno, entro il 30 giugno, con Modello F24 e codice tributo 3850. L'importo dipende dalla forma giuridica e dal fatturato dell'impresa.

Quando scade l'acconto IMU 2026?

La prima rata dell'IMU 2026 (acconto) scade il 16 giugno 2026, pari al 50% dell'imposta calcolata con le aliquote dell'anno precedente. Il saldo scade a dicembre, ricalcolando con le aliquote aggiornate dal Comune.

Cosa succede se non pago una scadenza fiscale?

Scattano sanzioni e interessi. Per evitare la sanzione piena si può usare il ravvedimento operoso, che permette di regolarizzare il versamento tardivo con una sanzione ridotta: più si interviene presto, meno si paga. Il calcolo va fatto con il commercialista.

Come si calcola l'acconto delle imposte?

Di norma con il metodo storico, basato sull'imposta dell'anno precedente. Chi prevede un anno peggiore può usare il metodo previsionale e versare meno, ma con cautela: se la previsione risulta troppo bassa, si applicano sanzioni. È una scelta da valutare con il commercialista.

Anche i forfettari hanno scadenze a giugno?

Sì. I contribuenti in regime forfettario, pur con semplificazioni contabili, versano entro il 30 giugno il saldo dell'imposta sostitutiva 2025 e il primo acconto 2026, oltre ai contributi INPS dovuti alla propria gestione.

Come gestire la liquidità per le scadenze di giugno?

La logica corretta è accantonare mese per mese una quota su un conto dedicato, invece di "trovare i soldi" a ridosso della scadenza. Stimare gli importi in anticipo con il commercialista e, dove serve, attivare per tempo linee di credito o strumenti come il Fondo di Garanzia PMI evita il ricorso a prestiti d'emergenza.

Fonti istituzionali di riferimento

  • Agenzia delle Entrate - scadenzario fiscale
  • INPS - scadenze contributive per le diverse gestioni
  • Dipartimento delle Finanze del MEF - aliquote IMU comunali
  • Sistema delle Camere di Commercio - diritto annuale
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la consulenza di un commercialista. Verifica sempre le date e gli importi sui canali ufficiali dell'Agenzia delle Entrate. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.

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Kevin Escoda, autore

Scritto e verificato da Kevin

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