Bandi per l'imprenditoria femminile 2026: come scegliere lo strumento giusto in base alla tua fase
In Italia le imprese guidate da donne sono oltre 1,3 milioni, il 22,2% del totale. Un dato importante, ma con una fragilità precisa: il tasso di sopravvivenza a cinque anni è del 67,5%, quasi cinque punti sotto le imprese non femminili. Il problema non è la qualità dei progetti, è l'accesso al credito e al capitale nelle fasi critiche.
Per questo nel 2026 esiste un ecosistema ricco di agevolazioni dedicate: finanziamenti a tasso zero fino a 3 milioni, contributi a fondo perduto fino al 90%, intensità maggiorate rispetto ai bandi generalisti. Il problema, per un'imprenditrice o una professionista, non è la mancanza di strumenti. È capire quale strumento serve nella propria situazione specifica.
Questa guida non è l'ennesimo elenco di bandi. È un metodo per scegliere: in base alla fase dell'attività (idea, avvio, sviluppo), alla forma giuridica (società o professionista) e al territorio. Per il catalogo completo delle misure, vedi: Bandi imprese femminili 2026: tutti gli incentivi.
Prima di tutto: cosa è un'"impresa femminile" per la legge
Questo è il punto su cui molte domande si bloccano. La qualifica di impresa femminile ha requisiti precisi, diversi secondo la forma giuridica:
- Ditta individuale o lavoratrice autonoma: la titolare è una donna
- Società di persone e cooperative: almeno il 60% dei soci sono donne
- Società di capitali (S.r.l., S.p.A.): requisito triplice - maggioranza numerica delle socie donne, maggioranza delle quote detenute da donne, e maggioranza degli organi di amministrazione composta da donne
Per le società di capitali, se anche uno solo dei tre criteri non è soddisfatto, l'impresa non è femminile ai fini delle agevolazioni dedicate.
Due avvertenze operative:
- Quando si verifica il requisito: alla data di presentazione della domanda, e va mantenuto per tutto il periodo di monitoraggio post-erogazione (5-10 anni secondo il bando)
- Conseguenza della perdita del requisito: una variazione della compagine che porti la quota femminile sotto il 50% può comportare la revoca del contributo con restituzione maggiorata di interessi
Prima di progettare, verifica la qualifica. È il filtro che determina l'accesso a tutto il resto.
Il metodo: tre domande per scegliere lo strumento
La scelta dello strumento giusto si riduce a tre domande.
Domanda 1: In che fase sei?
- Hai un'idea ma non hai ancora costituito → bandi per l'avvio
- Hai costituito da meno di 12 mesi → bandi per nuove imprese
- Sei attiva da più di un anno e vuoi crescere → bandi per sviluppo e consolidamento
Domanda 2: Che forma hai (o avrai)?
- Società → accesso pieno a tutti i bandi
- Ditta individuale o partita IVA professionale → verifica: alcuni bandi escludono i professionisti, altri li includono espressamente
Domanda 3: Dove operi?
- I bandi nazionali (Invitalia) coprono tutta Italia
- I bandi regionali si sommano, spesso cumulabili su spese distinte
Risposte a queste tre domande = mappa degli strumenti giusti. Vediamoli.
Gli strumenti nazionali
Fondo Impresa Femminile (Invitalia)
Lo strumento nazionale dedicato per definizione. Sostiene nascita, sviluppo e consolidamento delle imprese guidate da donne, con due linee:
- Nuove imprese (o costituite da meno di 12 mesi): per progetti fino a 100.000 €, fondo perduto fino all'80% (90% per donne disoccupate), tetto 50.000 €; per progetti fino a 250.000 €, fondo perduto fino al 50%, tetto 125.000 €
- Imprese già costituite: per progetti fino a 400.000 €, mix di fondo perduto e finanziamento a tasso zero, copertura fino all'80%
Accessibile anche alle persone fisiche, con impegno a costituire l'impresa dopo l'ammissione. Le risorse si esauriscono rapidamente: va monitorata l'apertura degli sportelli. Vedi anche: Fondo Impresa Femminile storico.
ON - Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero
Gestito da Invitalia, per micro e piccole imprese composte in prevalenza da giovani 18-35 anni o da donne di qualsiasi età. Mix di finanziamento a tasso zero e fondo perduto, copertura fino al 90%, progetti fino a 3 milioni di euro, settori manifatturiero, commercio, servizi, turismo. Procedura a sportello. Vedi: ON Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero Invitalia e la guida ON: oltre il tasso zero per imprese femminili e giovanili.
Smart&Start Italia
Per le startup innovative ad alto contenuto tecnologico, con maggiorazioni specifiche per startup interamente femminili: il finanziamento a tasso zero sale dall'80% al 90% delle spese. Per le imprenditrici nel settore tech è lo strumento di riferimento. Vedi: Smart&Start Italia: finanziamento startup innovative.
Resto al Sud 2.0
Per chi avvia attività imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo nelle regioni del Mezzogiorno, con priorità a donne disoccupate e inattive. Vedi: Resto al Sud 2.0: guida 2026.
Bonus Donne 2026 - esonero contributivo
Non un bando di investimento, ma un incentivo all'assunzione: esonero contributivo per chi assume donne in condizioni specifiche. Utile per le imprese femminili che crescono e assumono. Vedi: Bonus Donne 2026: esonero contributivo.
Gli strumenti regionali: l'esempio del Veneto
Accanto agli strumenti nazionali, le Regioni pubblicano bandi dedicati, spesso cumulabili su spese distinte del progetto. Un esempio concreto e attuale.
Bando PMI femminili e professioniste Veneto 2026
- Cosa: contributo a fondo perduto per progetti di avvio, insediamento, sviluppo, rinnovo e ampliamento
- Dotazione: 3 milioni di euro
- Contributo: 30% della spesa ammissibile
- Importi: per le PMI da 6.000 a 51.000 €; per le professioniste da 3.600 a 12.000 €
- Premialità: maggiorazione di 5.000 € per l'assunzione a tempo indeterminato di ricercatori, stagisti o neolaureati
- Spese: macchinari, impianti, hardware, attrezzature, arredi, opere murarie, impianti a fonti rinnovabili, software, siti web, e-commerce, sistemi di sicurezza
- Per chi: PMI a prevalente partecipazione femminile e professioniste con unità operativa in Veneto
Questo bando è interessante per due ragioni. Primo, include espressamente le professioniste, non solo le imprese in forma societaria: un'apertura in linea con l'equiparazione dei lavoratori autonomi alle PMI introdotta dal Codice degli Incentivi. Secondo, premia chi crea occupazione qualificata.
Ogni Regione ha strumenti analoghi: verifica la tua. Filtra la directory per regione.
Il caso delle professioniste: una platea spesso dimenticata
Storicamente molti bandi richiedevano la forma societaria, escludendo le partite IVA professionali. Sta cambiando.
Il Codice degli Incentivi (D.Lgs. 184/2025) ha equiparato i lavoratori autonomi e i professionisti alle PMI per l'accesso agli incentivi. E i bandi più recenti lo recepiscono: il Bando Veneto sopra citato include espressamente le professioniste, con un canale dedicato (contributi da 3.600 a 12.000 €).
Per una professionista donna, questo amplia molto le opportunità. La regola operativa: leggere sempre la sezione "beneficiari" del bando e verificare se le partite IVA professionali sono incluse. Non darlo per scontato in nessuna delle due direzioni.
La strategia: combinare gli strumenti per fase
Gli strumenti non vanno usati uno alla volta, ma come tasselli di un percorso.
Fase idea / pre-costituzione
- Fondo Impresa Femminile o ON: entrambi accessibili anche come persona fisica, con impegno a costituire
- Servizi di accompagnamento e mentoring (spesso inclusi nei programmi nazionali)
Fase avvio (primi 12 mesi)
- Fondo Impresa Femminile linea "nuove imprese": fondo perduto fino all'80-90%
- ON per progetti più ampi (fino a 3 milioni)
- Bandi regionali per nuove imprese, cumulabili su spese distinte
Fase sviluppo e consolidamento
- Fondo Impresa Femminile linea "imprese già costituite": fino a 400.000 €
- Bandi regionali di sviluppo (es. Bando Veneto)
- Nuova Sabatini per macchinari e beni strumentali
- Bonus Donne per le assunzioni
Il filo conduttore: ogni strumento finanzia una fase. La regola del cumulo va sempre rispettata, niente doppio finanziamento sulla stessa spesa, ma più bandi possono coprire spese distinte dello stesso progetto. Per orientarsi: Cumulo incentivi 2026: regole pratiche.
I settori in crescita per l'imprenditoria femminile
Un dato strategico per chi progetta: l'Osservatorio Prometeia 2026 individua nella Health & Care Economy (sanità, servizi alla persona, professioni ibride tra digitale e cura) il driver di sviluppo più rilevante per l'imprenditoria femminile, spinto dall'invecchiamento demografico.
La novità del 2026 sono i segnali di ingresso femminile anche nel manifatturiero, nella logistica e nelle costruzioni, settori storicamente maschili. E sul fronte digitale, numerosi voucher e crediti d'imposta coprono dal 10% al 50% delle spese per gestionali, e-commerce e CRM, accessibili anche alle micro-imprese.
Per chi opera in questi settori, conviene incrociare i bandi femminili con quelli di settore e di digitalizzazione. Un assessment di maturità digitale aiuta a capire dove investire: la scorecard gratuita di digital-map.dishine.it è un punto di partenza.
Tre casi pratici
Caso 1: Aspirante imprenditrice, ha un'idea, non ha ancora costituito
- Situazione: progetto da 80.000 €, non ancora costituita
- Strumento: Fondo Impresa Femminile, linea nuove imprese (accessibile come persona fisica)
- Risultato: fondo perduto fino all'80% = 64.000 € (90% = 72.000 € se disoccupata), con impegno a costituire dopo l'ammissione
Caso 2: Professionista donna in Veneto che vuole sviluppare lo studio
- Situazione: partita IVA professionale, vuole investire in attrezzature e digitale
- Strumento: Bando PMI femminili e professioniste Veneto, canale professioniste
- Risultato: contributo 30%, da 3.600 a 12.000 € - un bando che la include espressamente, dove molti altri la escluderebbero
Caso 3: Impresa femminile attiva da 3 anni che vuole crescere e assumere
- Situazione: S.r.l. con requisito femminile pieno, progetto di sviluppo da 200.000 €
- Strumenti combinati: Fondo Impresa Femminile linea "imprese già costituite" per l'investimento + Bonus Donne per l'esonero contributivo sulle nuove assunzioni
- Attenzione: il requisito femminile (triplice, per le S.r.l.) va mantenuto per tutto il monitoraggio
Gli errori da evitare
- Non verificare la qualifica di impresa femminile: per le S.r.l. il requisito è triplice; se manca un criterio, niente accesso
- Perdere il requisito durante il monitoraggio: una variazione della compagine sotto il 50% femminile può causare la revoca
- Dare per scontato che i professionisti siano esclusi (o inclusi): leggere sempre la sezione beneficiari
- Aspettare troppo sugli sportelli: Fondo Impresa Femminile e ON funzionano a sportello, le risorse si esauriscono in fretta
- Usare un solo strumento: nazionale e regionale sono spesso cumulabili su spese distinte
- Confondere bandi di avvio e di sviluppo: hanno requisiti e linee diverse
Per altri errori: I 7 errori da evitare in una domanda di bando.
FAQ
Cosa significa "impresa femminile" per la legge?
Dipende dalla forma giuridica. Ditta individuale: titolare donna. Società di persone e cooperative: almeno 60% di socie donne. Società di capitali: requisito triplice, maggioranza di socie, di quote e di organi di amministrazione femminili. Per le S.p.A./S.r.l., se manca un solo criterio, non c'è la qualifica.Quando si verifica il requisito femminile?
Alla data di presentazione della domanda, e va mantenuto per tutto il periodo di monitoraggio post-erogazione (5-10 anni secondo il bando). Perderlo può comportare la revoca con restituzione maggiorata di interessi.Qual è lo strumento nazionale principale?
Il Fondo Impresa Femminile di Invitalia: due linee, per nuove imprese (fondo perduto fino all'80-90%) e per imprese già costituite (fino a 400.000 €, mix di fondo perduto e tasso zero). Accessibile anche alle persone fisiche con impegno a costituire.Una professionista con partita IVA può accedere ai bandi?
Sempre più sì. Il Codice degli Incentivi ha equiparato i professionisti alle PMI, e bandi recenti come quello delle PMI femminili e professioniste del Veneto le includono espressamente, con un canale dedicato. Verifica sempre la sezione beneficiari del singolo bando.Cosa è il bando ON?
ON - Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero, gestito da Invitalia, per micro e piccole imprese composte in prevalenza da giovani 18-35 o da donne di qualsiasi età. Copertura fino al 90%, progetti fino a 3 milioni, procedura a sportello.I bandi nazionali e regionali sono cumulabili?
Spesso sì, su spese distinte dello stesso progetto. Non si può finanziare due volte la stessa spesa, ma più bandi possono coprire voci diverse. Vanno sempre verificate le regole di cumulo del singolo bando.Cosa prevede il Bando PMI femminili e professioniste del Veneto?
Contributo a fondo perduto del 30%: per le PMI da 6.000 a 51.000 €, per le professioniste da 3.600 a 12.000 €. Dotazione 3 milioni, premialità di 5.000 € per assunzioni qualificate a tempo indeterminato.Quali settori sono più promettenti per l'imprenditoria femminile?
L'Osservatorio Prometeia indica la Health & Care Economy (sanità, servizi alla persona) come driver principale. Crescono anche manifatturiero, logistica e costruzioni. Sul digitale, voucher e crediti d'imposta coprono dal 10% al 50% delle spese.Esistono incentivi per le assunzioni nelle imprese femminili?
Sì, il Bonus Donne 2026 prevede un esonero contributivo per l'assunzione di donne in condizioni specifiche. È utile per le imprese femminili in fase di crescita.Da dove parto se ho solo un'idea?
Dal Fondo Impresa Femminile o da ON: entrambi accessibili come persona fisica, con l'impegno a costituire l'impresa dopo l'ammissione. Molti programmi nazionali includono anche servizi di mentoring e accompagnamento.Fonti istituzionali di riferimento
- MIMIT - Fondo Impresa Femminile
- Invitalia - Fondo Impresa Femminile, ON, Smart&Start, Resto al Sud 2.0
- Dati Unioncamere sulle imprese femminili
- Osservatorio Prometeia 2026 sull'imprenditoria femminile
- Portali regionali dei singoli bandi
Ultimo aggiornamento: maggio 2026. Verifica sempre scadenze e dotazioni sui portali ufficiali dei singoli bandi.

Scritto e verificato da Kevin
diShine · consulenza PMI e trasformazione digitale. Ogni guida è basata su fonti ufficiali (GU, MIMIT, Regioni, INVITALIA).
I bandi di questa guida
Gli strumenti principali analizzati in questo articolo. Verifica scadenze e requisiti.
ON - Oltre Nuove imprese a tasso zero
ON - Oltre Nuove imprese a tasso zero di Invitalia è un incentivo nazionale per la creazione e lo sviluppo di imprese a prevalente partecipazione giovanile (18-35 anni) o femminile. Offre un mix di finanziamento a tasso zero e fondo perduto, coprendo fino al 90% di progetti fino a 3 milioni di euro. Le domande sono aperte dal 2021 in modalità a sportello.
Bonus Donne 2026
Il Bonus Donne 2026 offre un esonero contributivo del 100% (fino a 650€/mese per 12 o 24 mesi) ai datori di lavoro privati che assumono donne svantaggiate con contratto a tempo indeterminato. L'obiettivo è favorire le pari opportunità nel mercato del lavoro. Le domande si presentano all'INPS e il bando è aperto fino al 31 dicembre 2026.
Resto al Sud 2.0
Resto al Sud 2.0 è un incentivo di Invitalia per giovani under 35 inattivi, inoccupati o disoccupati residenti nel Mezzogiorno. Offre un contributo a fondo perduto fino al 75% per investimenti fino a 120.000 euro, o fino al 70% per investimenti tra 120.000 e 200.000 euro, oltre a voucher fino a 40.000 euro (o 50.000 euro in casi specifici). La dotazione totale è di 356,4 milioni di euro. Le domande possono essere presentate online a partire dal 15 ottobre 2025.
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