Domotica e tecnologia per il sociale: i bandi 2026 per strutture e servizi alla persona
L'Italia invecchia, e questo cambia l'economia dei servizi alla persona. Più anziani, più non autosufficienza, più domanda di assistenza. Per chi gestisce strutture sociali e socio-sanitarie (comunità per anziani, residenze, comunità per minori, strutture per il "Dopo di Noi"), questo significa una pressione crescente sulla qualità e sulla sicurezza degli spazi.
La risposta tecnologica ha un nome: la domotica assistiva (o Ambient Assisted Living). Tecnologie che rendono gli ambienti "intelligenti", sicuri, capaci di sostenere l'autonomia delle persone fragili. E il 2026 offre bandi importanti per finanziarla: la Sardegna, da sola, ha stanziato oltre 31 milioni di euro.
Questa guida mappa le opportunità di finanziamento per chi gestisce strutture e servizi alla persona e vuole investire in tecnologia e accessibilità. È pensata per cooperative sociali, enti del Terzo settore, imprese che gestiscono strutture socio-sanitarie.
Perché la domotica per il sociale è un investimento strategico
La domotica assistiva non è un lusso tecnologico. È uno strumento che risponde a problemi concreti di chi gestisce una struttura per persone fragili.
I benefici operativi:
- Sicurezza: sensori, sistemi anti-allagamento e anti-gas, controllo accessi. Riducono il rischio di incidenti, soprattutto con utenti con disabilità cognitive
- Autonomia degli ospiti: controlli semplificati, comandi vocali, automazioni. Sostengono l'"independent living" e riducono il carico assistenziale
- Monitoraggio da remoto: sistemi che permettono il controllo ambientale e, in alcuni casi, sanitario, ottimizzando il lavoro del personale
- Efficienza energetica: gestione automatizzata di luci, riscaldamento, consumi
- Qualità percepita: una struttura tecnologicamente avanzata è più attrattiva per le famiglie e si posiziona meglio nei sistemi di accreditamento
Per chi gestisce una struttura, investire in domotica significa migliorare il servizio, ridurre i rischi e contenere i costi di gestione. Ma è un investimento importante, ed è proprio qui che i bandi fanno la differenza.
La distinzione che conta: due ambiti della domotica
Chi progetta un intervento deve distinguere due livelli, perché hanno finalità e tecnologie diverse:
Domotica di base (infrastruttura)
Riguarda la funzionalità generale della struttura: impianti, automazioni, gestione energetica, sicurezza dell'edificio. È la domotica "classica" applicata a un contesto collettivo.
Domotica assistiva (Ambient Assisted Living)
Riguarda specificamente il supporto alla persona fragile: tecnologie assistive, ausili, sistemi pensati per l'autonomia e la cura di anziani, minori, persone con disabilità.
I due livelli sono interdipendenti (una struttura ha bisogno di entrambi) ma un progetto ben fatto li distingue, perché molti bandi richiedono che la quota di spesa "tecnologica/domotica" raggiunga una soglia minima dell'investimento.
Il bando di riferimento: IN.DO.M.A.U.S. Sardegna
Il bando più rilevante del 2026 in questo ambito è sardo, e per dimensione e struttura è un caso da studiare.
Bando IN.DO.M.A.U.S. - Domotica per minori e anziani Sardegna
- Cosa: interventi di domotica per minori e anziani di utilità sociale; ammodernamento tecnologico delle strutture socio-sanitarie
- Ente: Regione Autonoma della Sardegna
- Dotazione: 31.039.000 €
- Contributo: 75% a fondo perduto dell'investimento
- Importi: investimento da 40.000 a 200.000 € per struttura (contributo massimo 150.000 €)
- Per chi: soggetti privati (incluse le cooperative sociali) proprietari o gestori di strutture sociali e socio-sanitarie per minori, anziani e categorie fragili
- Vincolo chiave: le spese per impianti domotici, arredi e attrezzature tecnologiche devono rappresentare almeno il 50% dell'investimento complessivo
- Modalità: a sportello, ordine cronologico
- Spese: adeguamento degli spazi, strumentazioni tecnologiche e informatiche, ausili e arredi personalizzati, soluzioni innovative e digitali, riqualificazione delle strutture
Cosa insegna questo bando, al di là della Sardegna:
- La forma: contributo a fondo perduto elevato (75%), tipico dei bandi sul sociale
- Il vincolo del 50% domotica: molti bandi di questo tipo impongono che la quota tecnologica sia preponderante. Il progetto va costruito di conseguenza
- I beneficiari: i gestori di strutture, comprese le cooperative sociali, non le persone fisiche
- La logica a sportello: chi presenta prima una domanda completa ottiene il contributo
Le altre Regioni pubblicano misure analoghe in modo ricorrente: chi gestisce strutture socio-sanitarie deve monitorare il proprio territorio.
Gli altri strumenti per il sociale e i servizi alla persona
La domotica è un capitolo di un quadro più ampio. Chi opera nel sociale ha a disposizione altri strumenti:
- Progetti di inclusione attiva PIA Valle d'Aosta 2026: percorsi di inclusione sociale
- Finanziamenti agevolati alle cooperative - Foncooper: strumento finanziario dedicato alle cooperative, incluse quelle sociali
- Contributi per l'acquisto di ausili per disabili e DSA in Lombardia: per gli ausili (rivolto principalmente alle persone)
Per le opportunità del comparto, filtra la directory per settore healthcare e settore servizi.
Gli strumenti trasversali utili al settore sociale
Anche le strutture sociali possono accedere a strumenti generalisti, spesso non considerati:
- Efficientamento energetico: gli interventi sull'edificio (impianti, isolamento, fonti rinnovabili) sono finanziabili da bandi energia, e si combinano con la domotica
- Sicurezza sul lavoro - Bando ISI INAIL: le strutture socio-sanitarie hanno esigenze di sicurezza per il personale; il Bando ISI INAIL finanzia interventi di prevenzione
- Digitalizzazione: gestionali, sistemi di cartella elettronica, telemedicina. Vedi Bandi digitalizzazione PMI 2026
- Foncooper e strumenti per le cooperative: per chi opera in forma cooperativa, esistono canali finanziari dedicati
L'accessibilità è un filo conduttore: l'abbattimento delle barriere architettoniche è quasi sempre tra le spese ammissibili, sia nei bandi domotica sia in molti bandi generalisti.
Come progettare un intervento finanziabile
Step 1: Verifica i requisiti della struttura La maggior parte dei bandi richiede che la struttura sia già autorizzata all'esercizio e regolarmente registrata nei sistemi informativi regionali. È un prerequisito: senza, la domanda non è ammissibile.
Step 2: Costruisci il progetto sul vincolo della quota tecnologica Se il bando impone che la domotica sia almeno il 50% dell'investimento (come IN.DO.M.A.U.S.), il progetto va dimensionato di conseguenza: le opere edili e gli arredi non domotici non possono superare la quota residua.
Step 3: Coinvolgi un tecnico abilitato Questi bandi richiedono quasi sempre una relazione tecnica e un progetto di fattibilità firmati da un tecnico, con l'asseverazione della congruità delle spese. Va previsto fin dall'inizio.
Step 4: Pianifica i tempi di realizzazione Gli interventi vanno avviati solo dopo la presentazione della domanda e conclusi entro i termini del bando (per IN.DO.M.A.U.S., entro 30 mesi dalla convenzione e comunque entro fine 2028).
Step 5: Verifica il plafond de minimis Questi contributi sono spesso in regime de minimis (massimale 300.000 € in tre anni per impresa unica). Va verificato il plafond residuo prima della domanda.
Step 6: Muoviti in fretta se il bando è a sportello Molti bandi del settore, come IN.DO.M.A.U.S., funzionano a ordine cronologico. Domanda completa e presentazione tempestiva fanno la differenza.
Per inquadrare la maturità tecnologica della struttura e capire le priorità di investimento, la scorecard gratuita di digital-map.dishine.it è un punto di partenza utile.
Tre casi pratici
Caso 1: Cooperativa sociale che gestisce una comunità per anziani in Sardegna
- Strumento: Bando IN.DO.M.A.U.S.
- Progetto: 150.000 € di investimento (impianti domotici per sicurezza e autonomia, riqualificazione spazi, ausili)
- Vincolo rispettato: oltre il 50% in domotica e tecnologia
- Contributo: 75% = 112.500 € a fondo perduto
Caso 2: Struttura per minori che vuole ammodernarsi
- Esigenza: rendere gli ambienti più sicuri e funzionali
- Strumento: bando regionale sulla domotica sociale (dove disponibile)
- Progetto: distingue domotica di base (sicurezza edificio) e domotica assistiva (supporto agli ospiti), per rispettare i vincoli di spesa
Caso 3: Struttura socio-sanitaria che combina più interventi
- Strumenti: bando domotica per la parte tecnologica + bando efficientamento energetico per gli impianti dell'edificio + Bando ISI INAIL per la sicurezza del personale
- Logica: tre bandi, tre tasselli di un piano di ammodernamento complessivo, su spese distinte
Gli errori da evitare
- Non verificare l'autorizzazione della struttura: è un prerequisito di ammissibilità, va sistemato prima
- Sbagliare il dimensionamento della quota domotica: se il bando impone una soglia (es. 50%), un progetto sbilanciato sulle opere edili è inammissibile
- Dimenticare la relazione tecnica asseverata: serve un tecnico abilitato che certifichi la congruità delle spese
- Iniziare i lavori prima della domanda: le spese ammissibili partono dopo la presentazione
- Ignorare il plafond de minimis: il massimale di 300.000 € in tre anni va verificato
- Arrivare tardi sugli sportelli: molti bandi del settore sono a ordine cronologico
Per altri errori: I 7 errori da evitare in una domanda di bando.
FAQ
Cosa è la domotica assistiva?
È l'insieme delle tecnologie (Ambient Assisted Living) che rendono gli ambienti "intelligenti" per sostenere l'autonomia e la sicurezza delle persone fragili: anziani, minori, persone con disabilità. Si distingue dalla domotica di base, che riguarda la funzionalità generale dell'edificio.Chi può accedere ai bandi sulla domotica per il sociale?
Tipicamente i soggetti privati (incluse le cooperative sociali) che sono proprietari o gestori di strutture sociali e socio-sanitarie (comunità per anziani, per minori, per il "Dopo di Noi"). Le persone fisiche non sono i destinatari di questi bandi.Cosa finanzia il bando IN.DO.M.A.U.S. della Sardegna?
Interventi di domotica per minori e anziani: ammodernamento tecnologico delle strutture socio-sanitarie. Contributo 75% a fondo perduto, investimento da 40.000 a 200.000 € per struttura, dotazione complessiva oltre 31 milioni di euro.Cosa è il vincolo della quota domotica?
Molti bandi richiedono che le spese per impianti domotici, arredi e attrezzature tecnologiche raggiungano una soglia minima dell'investimento. In IN.DO.M.A.U.S. è il 50%: il progetto va dimensionato perché la componente tecnologica sia preponderante.La struttura deve avere requisiti particolari?
Sì. La maggior parte dei bandi richiede che la struttura sia già autorizzata all'esercizio dell'attività e regolarmente registrata nei sistemi informativi regionali. È un prerequisito di ammissibilità.Serve un tecnico per presentare la domanda?
Quasi sempre. Questi bandi richiedono una relazione tecnica illustrativa e un progetto di fattibilità firmati da un tecnico abilitato, che asseveri anche la congruità delle spese.Posso iniziare i lavori prima di presentare la domanda?
No. Le spese ammissibili partono solo dopo la presentazione della domanda. I lavori vanno avviati dopo e conclusi entro i termini del bando (per IN.DO.M.A.U.S., entro 30 mesi dalla convenzione e comunque entro fine 2028).Questi bandi sono a graduatoria o a sportello?
Dipende dal bando. Molti, come IN.DO.M.A.U.S., sono a sportello: le domande sono esaminate in ordine cronologico di arrivo fino a esaurimento delle risorse. Conviene presentare presto e con la documentazione completa.Posso combinare la domotica con altri interventi?
Sì. La domotica si combina bene con i bandi di efficientamento energetico (per gli impianti dell'edificio) e con il Bando ISI INAIL (per la sicurezza del personale). Vanno coperte spese distinte, nel rispetto delle regole di cumulo.Quali altri strumenti esistono per il settore sociale?
Misure per il caregiver, progetti di inclusione attiva, bandi welfare per le aree interne, strumenti finanziari per le cooperative (Foncooper), contributi per gli ausili. Il comparto sociale ha un ventaglio ampio, da verificare anche a livello regionale.Fonti istituzionali di riferimento
- Regione Autonoma della Sardegna - Avviso IN.DO.M.A.U.S.
- DPCM 12 gennaio 2017 - Livelli Essenziali di Assistenza (L.E.A.)
- DPGR Sardegna n. 4/2008 - linee guida sulle strutture sociali
- Incentivi.gov.it - catalogo nazionale degli incentivi
- Portali regionali dei singoli bandi
Ultimo aggiornamento: maggio 2026. Verifica sempre scadenze e dotazioni sui portali ufficiali dei singoli bandi.

Scritto e verificato da Stefano
diShine · consulenza PMI e trasformazione digitale. Ogni guida è basata su fonti ufficiali (GU, MIMIT, Regioni, INVITALIA).
I bandi di questa guida
Gli strumenti principali analizzati in questo articolo. Verifica scadenze e requisiti.
Interventi di Domotica per Minori e Anziani di Utilità Sociale - Avviso IN.DO.M.A.U.S.
L'avviso IN.DO.M.A.U.S. finanzia interventi di domotica per minori e anziani in Sardegna. Il contributo a fondo perduto copre il 75% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 150.000 euro. Le domande possono essere presentate dal 2 marzo al 29 maggio 2026 con procedura a sportello.
Contributi per l'acquisto di ausili/strumenti tecnologicamente avanzati per persone con disabilità o DSA
La Regione Lombardia offre contributi per l'acquisto di ausili e strumenti tecnologicamente avanzati a persone con disabilità o DSA residenti in Lombardia con ISEE fino a 30.000 euro. Il contributo copre il 70% della spesa, fino a un massimo di 16.000 euro, per migliorare autonomia e qualità della vita. Le domande si presentano online dal 15 gennaio 2026 al 31 dicembre 2026.
Progetti di Inclusione Attiva (PIA) per persone a rischio di esclusione sociale e lavorativa - Anno 2026
Contributi per sostenere l'inserimento lavorativo di persone a rischio di esclusione sociale tramite cantieri di lavoro. Le domande si presentano via PEC, con avviso pubblico per il 2026.
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