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Intelligenza artificiale per le PMI nel 2026: la mappa degli incentivi

17 min di letturaPubblicato 1 giugno 2026Aggiornato 30 maggio 2026Scritto da: Stefano

L'intelligenza artificiale nel 2026 ha smesso di essere una tecnologia sperimentale per diventare un asset competitivo riconosciuto dalla quasi totalità degli strumenti di finanza agevolata italiani. La Legge di Bilancio 2026, i bandi PNRR ancora attivi, le misure MIMIT, i bandi regionali FESR, i voucher camerali, i programmi europei: l'IA è una tecnologia abilitante ammissibile praticamente ovunque, con percentuali di contributo che variano in funzione dello strumento ma che possono arrivare al 45% di credito d'imposta (Transizione 5.0) e all'80% di deduzione fiscale equivalente (iperammortamento).

Il quadro è ricco ma anche complesso. Per una PMI italiana che vuole investire in IA nel 2026, capire quale strumento usare, in che ordine, in quale combinazione, fa la differenza tra un investimento finanziato al 30% e uno finanziato al 60-70%. La mappa degli incentivi non è banale: alcuni strumenti sono cumulabili tra loro, altri si escludono a vicenda, altri ancora hanno requisiti tecnici (interconnessione, risparmio energetico, conformità a standard specifici) che vanno verificati prima della scelta.

Questa guida è una mappa operativa degli incentivi attivi nel 2026 per gli investimenti in intelligenza artificiale, indirizzata alle PMI italiane. Per ogni strumento spiega chi può accedervi, quali spese finanzia, in che modo si combina con altri strumenti, quali requisiti tecnici devono essere rispettati. Si rivolge a imprenditori, direttori IT, responsabili dell'innovazione, consulenti che strutturano piani di investimento sull'IA.

Il contesto: dove sta andando l'IA nelle imprese italiane

I dati 2025 dell'Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano descrivono un mercato in forte crescita. L'8% degli agricoltori e il 18% delle aziende della trasformazione alimentare italiane usano già soluzioni di intelligenza artificiale. Nel manifatturiero la quota è significativamente più alta, con concentrazione nei distretti industriali e nelle aziende strutturate. Il mercato italiano dell'IA in azienda ha superato i 760 milioni di euro nel 2024, con tassi di crescita stimati superiori al 30% annuo.

Le applicazioni concrete che le PMI italiane stanno adottando nel 2026 si raggruppano in cinque categorie. Manutenzione predittiva: algoritmi che analizzano dati di sensori per prevedere guasti e ottimizzare la manutenzione dei macchinari. Visione computerizzata per il controllo qualità: riconoscimento di difetti su linee di produzione, ispezione automatica, classificazione di prodotti. Ottimizzazione dei processi: gestione intelligente degli ordini, pianificazione della produzione, gestione del magazzino, logistica predittiva. Customer experience: chatbot intelligenti, raccomandazioni personalizzate, gestione automatizzata della relazione con il cliente. Analisi documentale e knowledge management: estrazione automatica di informazioni da documenti, supporto alla gestione di pratiche complesse, assistenti virtuali interni.

Il quadro normativo è in evoluzione. L'AI Act dell'Unione Europea (Regolamento UE 2024/1689), in vigore con applicazione progressiva dal 2024 al 2027, ha strutturato il primo quadro normativo organico sull'intelligenza artificiale, classificando i sistemi per livello di rischio e imponendo obblighi specifici di trasparenza, governance, valutazione di conformità. La Strategia Italiana per l'Intelligenza Artificiale di AgID e MIMIT integra le linee di intervento nazionali. Per aiutarvi ad adeguarvi alle normative, vi consigliamo il nostro tool gratuito per la Compliance AI delle aziende.

Strumento 1: Iperammortamento 180% per beni 4.0 con IA

La Legge di Bilancio 2026 ha reintrodotto l'iperammortamento in sostituzione del credito d'imposta beni strumentali 4.0 in scadenza. Il meccanismo è semplice e potente: per i beni strumentali nuovi che rispondono ai requisiti dell'allegato A del Piano Transizione 4.0/5.0 e che sono interconnessi al sistema gestionale dell'azienda, è riconosciuta una maggiorazione del 180% del costo deducibile fiscalmente. Significa che a fronte di un investimento di 100, l'impresa deduce dal reddito imponibile 280 (100 di costo ordinario + 180 di maggiorazione iperammortamento). Il vantaggio fiscale netto, per un'impresa con aliquota IRES 24%, è circa il 43% del costo del bene.

L'iperammortamento si applica anche al software di intelligenza artificiale necessario per rendere intelligente un macchinario. Un sistema di visione computerizzata integrato su una linea produttiva, un software di manutenzione predittiva collegato a sensori di campo, un sistema di pianificazione intelligente integrato al gestionale: tutti rientrano nel perimetro dell'iperammortamento se rispettano i requisiti di interconnessione e tracciabilità previsti dall'allegato B del Piano Transizione 4.0.

L'agevolazione si applica all'esercizio in cui il bene entra in funzione (con effetto sull'IRPEF/IRES dovuta su quel periodo d'imposta). È cumulabile con la maggior parte degli altri incentivi: Nuova Sabatini sul finanziamento bancario, bandi regionali sull'investimento (in regime de minimis o GBER), credito d'imposta ZES Unica nel Mezzogiorno, nel rispetto del divieto di doppio finanziamento sugli stessi costi.

La procedura non richiede domanda preventiva: l'impresa effettua l'investimento, raccoglie le perizie tecniche di interconnessione e conformità, applica direttamente la maggiorazione in dichiarazione dei redditi. Le perizie sono obbligatorie per investimenti sopra una certa soglia.

Strumento 2: Transizione 5.0 per IA con risparmio energetico

Il Piano Transizione 5.0 è la misura con la dotazione più alta dedicata a investimenti in beni strumentali 4.0 abbinati a riduzione dei consumi energetici: 6,3 miliardi di euro. È gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) e si inserisce nel PNRR. Per gli investimenti in IA è particolarmente rilevante: la maggior parte dei sistemi di intelligenza artificiale produce automaticamente benefici sui consumi energetici (manutenzione predittiva che ottimizza i cicli macchina, gestione intelligente di impianti, ottimizzazione logistica con riduzione degli sprechi).

Il meccanismo prevede un credito d'imposta variabile in funzione della riduzione dei consumi conseguita: aliquota base 5% per riduzione dei consumi energetici dei processi interessati di almeno 3%, aliquota maggiorata fino al 45% se la riduzione supera il 10%. Le percentuali di credito si applicano agli importi dell'investimento, con scaglioni di importo che possono ulteriormente influire sull'aliquota finale.

Gli investimenti in IA ammissibili a Transizione 5.0 includono sistemi di manutenzione predittiva, piattaforme di gestione intelligente dell'energia negli impianti produttivi, software di ottimizzazione logistica con riduzione degli sprechi, sistemi di visione artificiale per il controllo qualità che eliminano rilavorazioni energeticamente onerose. Il collegamento tra investimento IA e risparmio energetico è il requisito fondamentale: serve una perizia asseverata di un ingegnere o esperto energetico certificato che documenti il nesso causale e la quantificazione del risparmio.

La procedura prevede una comunicazione preventiva al GSE prima dell'avvio investimento e una comunicazione di completamento entro 30 giorni dalla fine dei lavori. Il portale dedicato è quello del GSE. È fondamentale rispettare la sequenza temporale: investimenti avviati prima della comunicazione preventiva non sono ammissibili.

Per il dettaglio completo della misura vedi la scheda Transizione 5.0.

Strumento 3: Accordi per l'Innovazione MIMIT per progetti grandi di R&S su IA

Gli Accordi per l'Innovazione del MIMIT finanziano progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale ad alto impatto tecnologico, con focus su tecnologie abilitanti. L'intelligenza artificiale è espressamente inclusa tra le tecnologie abilitanti ammesse, insieme a materiali avanzati e nanotecnologie, fotonica, micro-nano elettronica, sistemi avanzati di produzione, scienze della vita, connessione e sicurezza digitale.

La dotazione finanziaria è di 732 milioni di euro per il 2026 con sportello aperto fino al 18 febbraio 2026 (con possibili scorrimenti e nuove finestre). I costi ammissibili devono essere compresi tra 5 e 40 milioni di euro, ovvero la misura è destinata a progetti grandi, tipicamente realizzati da medie e grandi imprese, eventualmente in collaborazione con organismi di ricerca e altre imprese.

La durata dei progetti è tra 18 e 36 mesi, con avvio successivo alla presentazione della domanda. L'intensità del sostegno varia in funzione del tipo di progetto (ricerca industriale o sviluppo sperimentale), della dimensione dell'impresa, della tipologia di collaborazione. Tipicamente la combinazione contributo a fondo perduto + finanziamento agevolato arriva al 45-65% delle spese ammissibili per le PMI.

È uno strumento dedicato a chi ha la capacità di strutturare progetti complessi: requisiti di partenariato, business plan articolato, milestone tecniche misurabili, gestione di rendicontazione su orizzonti medio-lunghi. Per i progetti più contenuti, altri strumenti (Fondo Innovazione, voucher) sono più adatti. Per il dettaglio della misura vedi il nostro articolo dedicato agli Accordi per l'Innovazione 2025 MIMIT.

Strumento 4: Fondo per l'Innovazione Tecnologica del MIMIT

Il Fondo per l'Innovazione Tecnologica del MIMIT, gestito da Invitalia, finanzia progetti di digitalizzazione delle PMI con contributi a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, per un massimale di 100.000 euro per progetto. È un strumento di accesso intermedio tra i voucher (sotto i 50.000 euro) e i grandi bandi (sopra i 500.000 euro). Il Fondo è stato rifinanziato con risorse PNRR nel 2025 e ha riaperto nel 2026 con nuove finestre attive.

Le spese ammissibili includono investimenti in tecnologie 4.0 e abilitanti, con l'intelligenza artificiale tra quelle ammesse. Software AI, piattaforme cloud basate su IA, sistemi di analisi predittiva, soluzioni di automazione intelligente sono rientranti nel perimetro del Fondo.

La procedura prevede istanza online sul portale Invitalia, valutazione tecnica del progetto, concessione del contributo con tempi di istruttoria tipicamente di 60-90 giorni. La rendicontazione segue le regole standard dei contributi nazionali.

Il Fondo opera in regime de minimis in molte sue configurazioni, quindi il suo utilizzo consuma il plafond di 300.000 euro su 36 mesi mobili dell'impresa.

Strumento 5: Nuova Sabatini Digital per beni IT e IA

La Nuova Sabatini, gestita dal MIMIT, finanzia l'acquisto di beni strumentali nuovi con un contributo in conto interessi su finanziamento bancario. La versione Sabatini Digital prevede un contributo maggiorato per beni tecnologici 4.0, con vantaggio effettivo tradotto in fondo perduto equivalente del 7-10% dell'investimento.

Le spese AI ammissibili con Sabatini Digital includono hardware AI (GPU dedicate, server per workload di machine learning, edge computing per sistemi AI industriali), software AI acquisito in licenza o sviluppato internamente, soluzioni cloud AI (subscriptions a piattaforme di IA generativa, modelli pre-addestrati, infrastrutture cloud di calcolo).

La Sabatini opera in regime GBER, quindi non consuma il plafond de minimis. È cumulabile con Transizione 5.0 (su costi separabili) e con bandi regionali FESR sulla digitalizzazione. La procedura prevede domanda diretta alla banca finanziatrice (con accordo MCC del Fondo Centrale di Garanzia), che gestisce l'istruttoria del finanziamento e la richiesta del contributo Sabatini al MIMIT.

È uno strumento di accesso semplificato: rispetto agli altri incentivi 4.0, non richiede requisiti di riduzione energetica (a differenza di Transizione 5.0), la procedura è relativamente snella, copre un'ampia gamma di beni IT.

Strumento 6: Voucher per Consulenza in Innovazione MIMIT

Il Voucher per Consulenza in Innovazione del MIMIT è dedicato all'acquisto di servizi di consulenza specialistica per progetti di trasformazione digitale e di innovazione, inclusa l'intelligenza artificiale. Il contributo è a fondo perduto fino al 50% delle spese di consulenza, con massimale di 40.000 euro per le PMI (massimale ridotto per le grandi imprese).

Le spese ammissibili includono consulenze per l'introduzione di tecnologie abilitanti, l'inserimento di un Innovation Manager o di un AI Specialist, la formazione strategica del management, la valutazione di fattibilità di progetti di trasformazione digitale. Il voucher è particolarmente utile per le PMI che non hanno competenze interne sull'IA e devono acquisirle via consulenza esterna nella fase iniziale del progetto.

Il voucher opera in regime de minimis e si combina bene con gli altri strumenti: la consulenza finanziata dal voucher prepara il progetto che poi viene realizzato con investimenti finanziati da Transizione 5.0, Nuova Sabatini, Fondo Innovazione, bandi regionali.

Strumento 7: Bandi regionali FESR su digitalizzazione e IA

Quasi tutte le Regioni italiane hanno strutturato nel PR FESR 2021-2027 priorità specifiche per la digitalizzazione e l'innovazione delle imprese, con bandi periodici che ammettono l'IA tra le tecnologie finanziabili.

Alcuni esempi di bandi attivi o previsti nel 2026: Lombardia - Collabora e Innova II (90 milioni di euro previsti a maggio-luglio 2026, premia progetti di R&S in collaborazione tra imprese e centri di ricerca, IA tra le tecnologie ammesse); Emilia-Romagna - PR FESR Azione 1.1.1 (R&S con inserimento di PhD, applicabile a progetti IA); MIMIT - Investimenti sostenibili 4.0 del Programma Nazionale FESR (448 milioni di euro tra giugno e settembre 2026, IA tra le tecnologie abilitanti ammesse).

A livello regionale operano anche bandi più piccoli su voucher digitalizzazione, bandi cybersecurity, bandi sulla formazione 4.0 del personale.

Le Camere di Commercio territoriali integrano con voucher dedicati alla digitalizzazione delle imprese, spesso in collaborazione con i Punti Impresa Digitale (PID) e i Digital Innovation Hub. I voucher tipici hanno dotazione 5.000-50.000 euro per impresa, contributi al 50-70% delle spese.

Strumento 8: Programmi europei diretti

Per le imprese più strutturate e per le startup innovative, i programmi europei a gestione diretta offrono opportunità rilevanti per la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione in IA.

Horizon Europe (programma quadro UE per la ricerca e l'innovazione 2021-2027) ha un Cluster 4 dedicato a Digital, Industry and Space che finanzia progetti di ricerca avanzata sull'IA, con call regolari per consorzi di ricerca pubblico-privati.

Digital Europe Programme finanzia la diffusione di tecnologie digitali in Europa, con focus specifici su IA, supercalcolo, cybersecurity, competenze digitali avanzate.

EIC (European Innovation Council) offre tre strumenti: EIC Pathfinder per ricerca avanzata, EIC Transition per il passaggio da prototipo a prodotto, EIC Accelerator per scaleup tecnologiche con grant fino a 2,5 milioni di euro e investimenti equity fino a 15 milioni. È particolarmente rilevante per startup deep-tech IA.

Le combinazioni efficaci per investimenti IA

La scelta dello strumento giusto dipende dalla dimensione e dalla natura dell'investimento. Quattro combinazioni tipiche per diversi profili.

Investimento IA piccolo (<50.000 euro): voucher consulenza per definire il progetto, Sabatini Digital per gli investimenti hardware/software, voucher camerali per integrare. Strumenti agili con procedure rapide.

Investimento IA medio (50.000-300.000 euro): Fondo per l'Innovazione Tecnologica MIMIT come strumento principale (de minimis), iperammortamento sulla quota di hardware 4.0, Sabatini Digital per il finanziamento bancario, eventuale voucher di consulenza in fase iniziale.

Investimento IA grande (300.000-2 milioni euro) con risparmio energetico: Transizione 5.0 come strumento principale (GBER, fino al 45% di credito d'imposta), iperammortamento sulla quota interconnessa, Nuova Sabatini sul finanziamento bancario, bandi regionali FESR (in cumulo nei limiti dei massimali GBER).

Investimento IA grande (sopra 2 milioni euro) di R&S: Accordi per l'Innovazione MIMIT come strumento principale (5-40 milioni di costi ammissibili, durata 18-36 mesi), eventuale partenariato con organismi di ricerca pubblici, Horizon Europe o EIC come strumento europeo complementare.

In tutte le combinazioni va rispettato il divieto di doppio finanziamento sulla stessa voce di spesa e i massimali di intensità di aiuto previsti dal regime applicabile. La matrice di cumulo costruita in fase di pianificazione è lo strumento operativo per evitare conflitti e massimizzare il beneficio nei limiti della legge.

Le sfide concrete dell'adozione IA per le PMI

L'accesso agli incentivi è solo una parte del problema. L'adozione efficace dell'intelligenza artificiale in azienda richiede di affrontare quattro sfide concrete.

La qualità e disponibilità dei dati è il primo vincolo. I modelli di IA hanno bisogno di dati strutturati, puliti, in volumi sufficienti. Le PMI italiane hanno spesso patrimoni di dati frammentati su sistemi diversi, formati non uniformi, qualità variabile. Un investimento preliminare in data engineering è quasi sempre necessario prima di adottare soluzioni IA avanzate.

Le competenze interne sono il secondo vincolo. Le PMI raramente hanno data scientist o AI specialist in organico. La soluzione tipica nel 2026 combina formazione del personale esistente, inserimento di un AI Specialist o Innovation Manager dedicato (eventualmente finanziato dal voucher consulenza), partnership con fornitori specializzati per l'implementazione iniziale.

La conformità all'AI Act è il terzo vincolo, particolarmente rilevante per applicazioni IA classificate ad alto rischio (es. sistemi di scoring per il credito, sistemi di gestione del personale, sistemi che impattano sulla sicurezza). La valutazione di conformità, la documentazione tecnica, la governance dei modelli sono obblighi crescenti che incidono sui costi e sui tempi di implementazione.

La scalabilità organizzativa è il quarto vincolo. Un progetto pilota di IA che funziona su un singolo processo non si scala automaticamente al resto dell'azienda. Servono processi di change management, integrazione con i sistemi esistenti, formazione operativa dei team, monitoraggio continuo delle performance.

La strategia efficace per molte PMI italiane è il percorso graduale: partire da un progetto pilota su un processo specifico con ritorno misurabile, validare i risultati, scalare progressivamente. Gli incentivi pubblici facilitano questo percorso ma non sostituiscono la qualità della progettazione interna.

FAQ

Qual è l'incentivo migliore per investire in IA?

Non esiste un incentivo migliore in assoluto: la scelta dipende dalla dimensione dell'investimento, dalla natura del progetto, dalla presenza di risparmio energetico associato. Per investimenti grandi con riduzione consumi energetici >10%, il Piano Transizione 5.0 (fino al 45% di credito d'imposta) è la prima scelta. Per investimenti in beni 4.0 senza obbligo di risparmio energetico, l'iperammortamento 180% è la leva fiscale principale. Per progetti di R&S sopra i 5 milioni di euro, gli Accordi per l'Innovazione MIMIT (sportello aperto fino al 18 febbraio 2026 con dotazione 732 mln €). Per investimenti medi tra 100.000 e 300.000 euro, il Fondo per l'Innovazione Tecnologica MIMIT (fino al 50% fino a 100.000 €). La combinazione tra più strumenti è quasi sempre la strategia ottimale.

Il software AI è ammesso a Transizione 5.0?

Sì, ma con condizioni precise. Il software AI è ammissibile a Transizione 5.0 se rientra nell'allegato B del Piano Transizione 4.0/5.0 e se contribuisce direttamente alla riduzione dei consumi energetici dei processi interessati. Esempi di software AI ammessi: sistemi di manutenzione predittiva, piattaforme di gestione intelligente dell'energia, software di ottimizzazione logistica, sistemi di visione artificiale per controllo qualità con riduzione di rilavorazioni energeticamente onerose. Il nesso causale tra investimento IA e risparmio energetico deve essere documentato in una perizia asseverata di un ingegnere o esperto energetico certificato.

Posso cumulare iperammortamento e Transizione 5.0?

La cumulabilità tra iperammortamento e Transizione 5.0 va verificata caso per caso sulle disposizioni specifiche vigenti al momento dell'investimento e sui decreti attuativi. In generale i due strumenti hanno natura diversa (iperammortamento è una maggiorazione fiscale di deducibilità, Transizione 5.0 è un credito d'imposta), ma il principio del divieto di doppio finanziamento sulla stessa voce di spesa si applica. La pratica comune nel 2026 è verificare le clausole specifiche con il commercialista o un consulente di finanza agevolata prima di pianificare la combinazione.

Le startup innovative hanno incentivi dedicati per l'IA?

Sì. Le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese hanno accesso a strumenti dedicati che si applicano anche a progetti IA. Smart&Start Italia gestito da Invitalia finanzia investimenti di startup innovative con finanziamenti agevolati a tasso zero e quote a fondo perduto. EIC Accelerator (livello europeo) finanzia scaleup deep-tech con grant fino a 2,5 milioni di euro e investimenti equity. ON - Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero finanzia nuove iniziative imprenditoriali. I bandi regionali per startup operano in molte Regioni con dotazioni dedicate.

Cos'è l'AI Act e come incide sugli investimenti delle PMI?

L'AI Act è il Regolamento UE 2024/1689 che ha strutturato il primo quadro normativo organico sull'intelligenza artificiale a livello europeo. Classifica i sistemi IA in quattro livelli di rischio: inaccettabile (vietato), alto rischio (con obblighi stringenti), rischio limitato (con obblighi di trasparenza), rischio minimo (senza obblighi specifici). Per le PMI italiane gli obblighi più rilevanti riguardano i sistemi ad alto rischio (es. scoring per il credito, gestione del personale, sicurezza dei prodotti): valutazione di conformità, documentazione tecnica, governance dei modelli. L'applicazione è progressiva dal 2024 al 2027. Gli incentivi pubblici sull'IA non escludono l'applicazione dell'AI Act: l'impresa beneficiaria deve garantire la conformità del proprio sistema indipendentemente dal contributo ricevuto.

Posso usare un voucher consulenza per un progetto IA?

Sì. Il Voucher per Consulenza in Innovazione del MIMIT finanzia consulenze per l'introduzione di tecnologie abilitanti, inclusa l'IA, con contributo fino al 50% delle spese e massimale di 40.000 euro per le PMI. È particolarmente utile in fase di avvio del progetto: assessment di fattibilità, identificazione delle applicazioni IA prioritarie, valutazione delle competenze necessarie, struttura del piano di implementazione. Il voucher opera in regime de minimis e si combina bene con gli strumenti più strutturati per la fase realizzativa successiva.

Come si misura il risparmio energetico di un progetto IA per Transizione 5.0?

Il risparmio energetico va calcolato come riduzione percentuale dei consumi energetici dei processi interessati dall'intervento, rispetto a una baseline pre-investimento documentata. La misurazione segue le linee guida tecniche del GSE: identificazione dei processi interessati, misurazione dei consumi pre-intervento, misurazione dei consumi post-intervento, calcolo della riduzione percentuale. Il calcolo deve essere asseverato da un ingegnere o esperto energetico certificato. La soglia minima per accedere alle aliquote maggiorate è una riduzione del 5% (aliquota 15%), del 10% (aliquota 30-35%), o del 15% (aliquota fino al 45%) in funzione delle finestre di apertura dello strumento e degli scaglioni di investimento.

Risorse esterne ufficiali

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Stefano, autore

Scritto e verificato da Stefano

diShine · consulenza PMI e trasformazione digitale. Ogni guida è basata su fonti ufficiali (GU, MIMIT, Regioni, INVITALIA).

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