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Scadenze fiscali di novembre 2026: il secondo acconto e cosa sapere

10 min di letturaPubblicato 29 maggio 2026Scritto da: Stefano

Dopo giugno, novembre è il secondo grande appuntamento fiscale dell'anno per imprese e partite IVA. Il protagonista è il secondo acconto delle imposte sui redditi, che si versa entro il 30 novembre. Non è pesante come il blocco di giugno, ma ha una caratteristica che lo rende insidioso: a differenza del saldo di metà anno, il secondo acconto non si può rateizzare. Va versato in un'unica soluzione.

Questo lo rende un appuntamento da pianificare con attenzione, perché chi arriva a fine novembre senza aver accantonato si trova a dover trovare l'intera somma in una volta sola.

Questa guida raccoglie le scadenze fiscali di novembre 2026 per imprese e partite IVA, spiega come funziona il secondo acconto e dà indicazioni pratiche per affrontarlo senza tensioni di cassa. Le date vanno sempre verificate sul sito dell'Agenzia delle Entrate, perché possono subire slittamenti.

Perché novembre è un mese fiscale importante

Il sistema fiscale italiano concentra gli oneri in pochi momenti. Giugno è il principale, con saldo e primo acconto. Novembre è il secondo: è il mese in cui si versa il secondo acconto delle imposte sui redditi, completando l'anticipo iniziato a giugno.

L'acconto, infatti, è un anticipo sulle imposte dell'anno in corso, che verranno poi conguagliate l'anno successivo con la dichiarazione dei redditi. A seconda dell'importo, può essere versato in un'unica soluzione o diviso in due quote: la prima a giugno, insieme al saldo dell'anno precedente, la seconda a novembre.

Le scadenze del 16 novembre 2026

Il 16 del mese è la data ricorrente per i versamenti periodici. Il 16 novembre 2026 scadono in particolare:

  • IVA del terzo trimestre 2026 per i contribuenti con liquidazione trimestrale
  • IVA mensile di ottobre per i contribuenti con liquidazione mensile
  • Ritenute IRPEF: i sostituti d'imposta versano le ritenute operate a ottobre su stipendi, compensi e provvigioni
  • Contributi INPS artigiani e commercianti: la rata fissa trimestrale (il cosiddetto minimale)

Tutti i versamenti si effettuano con il Modello F24 telematico.

Il 30 novembre 2026: il secondo acconto

È la data chiave del mese. Entro il 30 novembre 2026 si versa il secondo acconto (o l'acconto in unica soluzione) delle imposte sui redditi. In particolare:

  • Secondo acconto IRPEF per persone fisiche, professionisti e ditte individuali
  • Secondo acconto IRES per le società di capitali
  • Secondo acconto IRAP per i soggetti interessati
  • Secondo acconto dell'imposta sostitutiva per i contribuenti in regime forfettario
  • Secondo acconto dei contributi INPS per gli iscritti alla Gestione Separata, in concomitanza con le imposte

Sempre al 30 novembre sono in genere collegati altri adempimenti, come il versamento dell'imposta di bollo sulle fatture elettroniche relativa al trimestre di riferimento. Il quadro preciso degli adempimenti che cadono in questa data va verificato con il proprio commercialista.

Una nota di calendario: quando il 30 novembre cade di sabato, domenica o in un giorno festivo, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo.

La differenza che conta: il secondo acconto non si rateizza

È il punto più importante da capire, e quello che distingue novembre da giugno.

I versamenti del 30 giugno (saldo e primo acconto) possono essere rateizzati: si possono diluire in più rate mensili, con interessi sulle rate successive alla prima. È una flessibilità che molte imprese utilizzano.

Il secondo acconto di novembre, invece, non è rateizzabile: va versato in un'unica soluzione entro la scadenza. Non esiste la possibilità di spalmarlo su più mesi.

La conseguenza pratica è netta: il secondo acconto va pianificato per tempo. Chi conta di "diluirlo" come ha fatto a giugno scopre, troppo tardi, che non è possibile. L'unico modo di affrontarlo serenamente è arrivare a novembre con la somma già accantonata.

Come si calcola l'acconto: storico o previsionale

L'acconto si può calcolare con due metodi, ed è una scelta che incide su quanto si versa.

Il metodo storico. L'acconto si calcola sulla base dell'imposta dovuta per l'anno precedente. È il metodo più semplice e più sicuro: si parte da un dato certo, quello della dichiarazione dell'anno prima.

Il metodo previsionale. L'acconto si calcola su una stima dell'imposta che si prevede di dover pagare per l'anno in corso. È utile quando l'impresa prevede un anno peggiore del precedente: stimando un reddito più basso, si versa un acconto più basso.

Attenzione però: il metodo previsionale comporta un rischio. Se la previsione si rivela troppo ottimistica e si versa meno del dovuto, al momento del saldo si applicano sanzioni sulla differenza non versata. Per questo il metodo previsionale va usato con cautela, solo dopo un'attenta valutazione con il commercialista. Il metodo storico resta la scelta più prudente per la maggior parte delle situazioni.

Le altre scadenze tra novembre e dicembre

Per completare il quadro di fine anno, alcune scadenze successive da tenere d'occhio:

  • 16 dicembre: saldo dell'IMU 2026, IVA mensile di novembre, ritenute IRPEF di novembre
  • fine dicembre (in genere intorno al 27): versamento dell'acconto IVA per l'anno in corso
  • 31 dicembre: termine utile per regolarizzare con ravvedimento operoso versamenti e dichiarazioni con sanzioni ridotte

Il saldo IMU di dicembre, in particolare, non è una semplice replica dell'acconto di giugno: va ricalcolato sull'intero anno con le aliquote aggiornate deliberate dal Comune.

Come arrivare preparati al 30 novembre

Il secondo acconto si gestisce con metodo, non all'ultimo. Ecco le indicazioni pratiche.

1. Chiedi la stima al commercialista già a settembre o ottobre.

Sapere con un paio di mesi di anticipo quanto dovrai versare a novembre cambia tutto: hai il tempo di organizzare la liquidità.

2. Accantona, non rincorrere.

La logica corretta non è "trovo i soldi a novembre", ma mettere da parte mese per mese una quota. Un conto dedicato agli accantonamenti fiscali, alimentato con costanza, evita lo shock di fine novembre. Vale la pena ricordare che il secondo acconto non è rateizzabile: l'accantonamento è l'unica vera rete di sicurezza.

3. Valuta con il commercialista il metodo di calcolo.

Se prevedi un 2026 peggiore del 2025, il metodo previsionale può ridurre l'esborso. Ma è una decisione da prendere insieme a un professionista, valutando il rischio di sanzioni.

4. Non trascurare il 16 dicembre.

Subito dopo il secondo acconto arriva il saldo IMU. Vanno messi a budget insieme, perché cadono a poche settimane di distanza.

Cosa fare se non riesci a pagare in tempo

Può capitare di non riuscire a versare il secondo acconto entro il 30 novembre. La cosa peggiore è non fare nulla: il ritardo comporta sanzioni e interessi, e, non essendo rateizzabile, non c'è la via d'uscita della dilazione.

Lo strumento da conoscere è il ravvedimento operoso: permette di regolarizzare il versamento tardivo pagando una sanzione ridotta, tanto più bassa quanto prima si interviene. Chi paga con pochi giorni di ritardo versa una sanzione minima; chi aspetta paga di più, ma sempre meno della sanzione piena. Il calcolo va fatto con il commercialista, usando i codici tributo corretti.

Resta il fatto che il ravvedimento è un rimedio, non una strategia. La via giusta è la pianificazione.

Il tema di fondo: la liquidità

Come per le scadenze di giugno, il problema vero non è la data in sé, ma la gestione della liquidità. Novembre, con un secondo acconto non rateizzabile, è un test della capacità dell'impresa di pianificare la propria cassa.

Le imprese che affrontano novembre senza tensioni sono quelle che hanno accantonato durante l'anno e che conoscono in anticipo l'importo da versare. Una pianificazione finanziaria che guarda avanti (flussi di cassa previsti, accantonamenti regolari, linee di credito disponibili prima che servano) trasforma anche novembre da emergenza a routine.

Per approfondire come gestire la cassa aziendale, vedi Come gestire la liquidità aziendale: 7 leve concrete per le PMI. Per le imprese che hanno bisogno di sostenere i fabbisogni di liquidità, strumenti come il Fondo di Garanzia PMI facilitano l'accesso al credito senza ricorrere a soluzioni d'emergenza più costose. E poiché parte del carico fiscale può essere alleggerita legittimamente, vale la pena conoscere i crediti d'imposta per le imprese, compensabili in F24.

Per chi vuole il quadro completo dell'altro grande appuntamento dell'anno, la guida alle scadenze fiscali di giugno e luglio 2026 completa il calendario.

Promemoria: le date da segnare

Per novembre e dicembre 2026, le date chiave per imprese e partite IVA:

  • 16 novembre: IVA terzo trimestre o IVA mensile di ottobre, ritenute, rata INPS artigiani e commercianti
  • 30 novembre: secondo acconto delle imposte sui redditi (IRPEF, IRES, IRAP), imposta sostitutiva per i forfettari, secondo acconto INPS Gestione Separata
  • 16 dicembre: saldo IMU 2026, IVA mensile di novembre, ritenute
  • fine dicembre: acconto IVA
  • 31 dicembre: termine per il ravvedimento operoso

Verifica sempre le date sul sito dell'Agenzia delle Entrate: slittamenti per festività e proroghe sono frequenti.

FAQ

Quando scade il secondo acconto delle imposte 2026?

Il secondo acconto delle imposte sui redditi (IRPEF, IRES, IRAP, imposta sostitutiva per i forfettari) scade il 30 novembre 2026. Se la data cade di sabato, domenica o in un giorno festivo, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo.

Il secondo acconto si può rateizzare?

No. A differenza del saldo e del primo acconto di giugno, che possono essere diluiti in più rate, il secondo acconto di novembre va versato in un'unica soluzione entro la scadenza. Non è prevista la rateizzazione: per questo va pianificato con anticipo.

Cosa è l'acconto delle imposte?

È un anticipo sulle imposte dell'anno in corso, che verranno conguagliate l'anno successivo con la dichiarazione dei redditi. A seconda dell'importo, si versa in un'unica soluzione o in due quote: la prima a giugno con il saldo dell'anno precedente, la seconda a novembre.

Come si calcola il secondo acconto?

Con due metodi. Il metodo storico si basa sull'imposta dovuta l'anno precedente: è il più semplice e sicuro. Il metodo previsionale si basa su una stima dell'imposta dell'anno in corso: utile se si prevede un anno peggiore, ma rischioso, perché una previsione troppo bassa comporta sanzioni.

Cosa scade il 16 novembre 2026?

Il 16 novembre 2026 scadono l'IVA del terzo trimestre per i contribuenti trimestrali (o l'IVA mensile di ottobre per i mensili), le ritenute IRPEF operate a ottobre e la rata fissa trimestrale dei contributi INPS per artigiani e commercianti.

Cosa succede se non pago il secondo acconto in tempo?

Scattano sanzioni e interessi, e non essendo rateizzabile non c'è la via della dilazione. Per ridurre la sanzione si può usare il ravvedimento operoso, che permette di regolarizzare il versamento tardivo con una sanzione ridotta: più si interviene presto, meno si paga.

Anche i forfettari versano il secondo acconto?

Sì. I contribuenti in regime forfettario versano entro il 30 novembre 2026 il secondo acconto dell'imposta sostitutiva, con le stesse modalità previste per le altre imposte sui redditi. Vale anche per loro la regola dell'unica soluzione non rateizzabile.

Quali altre scadenze ci sono dopo novembre?

Il 16 dicembre scade il saldo dell'IMU 2026, insieme all'IVA mensile di novembre e alle ritenute. A fine dicembre si versa l'acconto IVA. Il 31 dicembre è il termine utile per regolarizzare con ravvedimento operoso versamenti e dichiarazioni con sanzioni ridotte.

Come arrivo preparato alla scadenza di novembre?

Chiedendo al commercialista una stima dell'importo già a settembre o ottobre, e soprattutto accantonando mese per mese una quota su un conto dedicato. Poiché il secondo acconto non è rateizzabile, l'accantonamento programmato è l'unica vera rete di sicurezza.

Fonti istituzionali di riferimento

  • Agenzia delle Entrate - scadenzario fiscale
  • INPS - scadenze contributive per le diverse gestioni
  • Dipartimento delle Finanze del MEF - aliquote IMU comunali

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la consulenza di un commercialista. Verifica sempre le date e gli importi sui canali ufficiali dell'Agenzia delle Entrate. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.

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Stefano, autore

Scritto e verificato da Stefano

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