Il glossario dei bandi: 30 termini spiegati in modo semplice
Chi apre per la prima volta il testo di un bando si trova davanti a una lingua tutta sua. "Equivalente sovvenzione lordo", "regime de minimis", "intensità di aiuto", "soggetto attuatore", "DURC". Termini che sembrano pensati apposta per scoraggiare, e che spesso bastano a far chiudere il documento e rinunciare.
Eppure dietro quasi ogni parola difficile c'è un concetto semplice. Il linguaggio dei bandi è tecnico, ma non incomprensibile: serve solo una traduzione. E una volta imparato il vocabolario di base, si scopre che gli stessi termini tornano in quasi tutti i bandi. Imparato una volta, vale per sempre.
Questo glossario raccoglie i 30 termini più ricorrenti nei bandi e nelle agevolazioni per le imprese, spiegati in modo semplice e con esempi. È pensato per essere consultato: si può leggere tutto, o cercare solo la parola che serve. Non sostituisce le definizioni ufficiali di ogni bando, ma aiuta a capire cosa si sta leggendo.
I termini sui soggetti coinvolti
Ente erogatore (o concedente). È il soggetto pubblico che mette a disposizione le risorse e pubblica il bando: l'Unione europea, lo Stato, una Regione, una Camera di Commercio, un ente strumentale. È chi decide le regole e assegna i contributi.
Beneficiario. È il soggetto che riceve l'agevolazione: nel caso dei bandi per le imprese, l'impresa stessa o il professionista. Il beneficiario è chi sostiene le spese e a cui viene erogato il contributo.
Soggetto attuatore. In alcuni bandi è l'ente incaricato di gestire concretamente la misura per conto dell'ente erogatore: raccoglie le domande, fa l'istruttoria, gestisce le erogazioni. Non sempre il soggetto che pubblica il bando coincide con quello che lo gestisce.
Impresa unica. È un concetto chiave per gli aiuti: comprende non solo la singola impresa, ma anche le imprese a essa collegate da rapporti di controllo. Serve a evitare che un gruppo aggiri i tetti agli aiuti frazionandosi in più società. Quando un bando parla di "impresa unica", i limiti si calcolano sull'intero gruppo.
I termini sul tipo di agevolazione
Contributo a fondo perduto. Una somma che il beneficiario riceve e non deve restituire. Di norma copre una percentuale della spesa ammissibile. È la forma di agevolazione più ambita.
Finanziamento agevolato. Un prestito concesso a condizioni più vantaggiose di quelle di mercato: tasso ridotto o nullo, durata lunga. Va restituito, ma costa molto meno di un prestito ordinario.
Credito d'imposta. Un'agevolazione di natura fiscale: il beneficiario matura un credito che può usare per pagare meno imposte, compensandolo nel modello F24. Non è denaro che arriva sul conto, ma un risparmio fiscale.
Voucher. Un buono di importo predefinito, destinato di solito all'acquisto di servizi, consulenze o tecnologie specifiche. Più semplice e veloce di un bando classico.
Garanzia. Lo Stato (o un fondo pubblico) si fa garante di un prestito che l'impresa chiede alla banca. Non è denaro diretto: facilita l'accesso al credito e ne migliora le condizioni.
Equivalente sovvenzione lordo (ESL). È il modo per esprimere il "valore reale" di un'agevolazione che non è una somma diretta. Per esempio, il vantaggio di un prestito a tasso zero viene convertito in una cifra equivalente, come se fosse un contributo. Serve a confrontare e sommare agevolazioni di forma diversa.
I termini sulle regole europee
Aiuto di Stato. È qualsiasi vantaggio economico concesso da un ente pubblico a un'impresa. L'Unione europea regola gli aiuti di Stato per evitare distorsioni della concorrenza. Quasi tutti i bandi per le imprese rientrano in questa cornice.
Regime de minimis. È il regime per gli aiuti di importo contenuto, che si considerano troppo piccoli per alterare la concorrenza e quindi sono ammessi con procedure semplificate. Prevede un tetto: il regolamento europeo in vigore per il 2024-2030 fissa il massimale a 300.000 euro per impresa unica su un periodo di tre anni.
Plafond de minimis. È lo "spazio" che resta a un'impresa sotto il tetto de minimis. Se un'impresa ha già ricevuto aiuti in de minimis, il plafond residuo è la differenza tra il tetto e quanto già ottenuto. Si verifica sul Registro Nazionale degli Aiuti di Stato.
Intensità di aiuto. È la percentuale della spesa coperta dall'agevolazione. Se un bando finanzia il 50% di un investimento, l'intensità di aiuto è del 50%. Le regole europee fissano intensità massime, che variano per dimensione d'impresa e territorio.
Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA). È la banca dati pubblica dove sono registrati gli aiuti concessi alle imprese. Serve agli enti per verificare che un'impresa non superi i tetti, e all'impresa per sapere quali aiuti ha già ricevuto.
Cumulo. È la possibilità di sommare più agevolazioni. Le regole sul cumulo stabiliscono cosa si può combinare e cosa no, e fino a quale limite complessivo. È una materia tecnica con effetti concreti sul risparmio.
I termini sul processo
Bando a sportello. Un bando in cui le domande si valutano in ordine di arrivo, finché ci sono fondi. Conta la rapidità: chi presenta prima ha la precedenza.
Bando a graduatoria. Un bando in cui tutte le domande presentate entro la scadenza vengono ordinate per punteggio, e finanziate dalla migliore in giù fino a esaurimento delle risorse. Conta la qualità del progetto.
Dotazione (o plafond del bando). È l'ammontare complessivo di risorse che il bando mette a disposizione. Quando la dotazione si esaurisce, il bando chiude.
Istruttoria. È la fase in cui l'ente esamina le domande: verifica i requisiti, controlla i documenti, assegna i punteggi. Si conclude con l'ammissione o l'esclusione.
Concessione. È il provvedimento formale con cui l'ente riconosce all'impresa il diritto a ricevere il contributo. È un momento giuridicamente rilevante: per il de minimis, per esempio, conta la data di concessione, non quella di erogazione.
Erogazione. È il momento in cui il contributo viene effettivamente versato al beneficiario. Può avvenire a saldo (dopo la rendicontazione), a stati di avanzamento, o con un anticipo iniziale.
Rendicontazione. È la fase in cui l'impresa dimostra di aver realizzato il progetto e sostenuto le spese, presentando la documentazione. È la condizione per ricevere il contributo.
I termini sulle spese e i requisiti
Spese ammissibili. Sono le spese che il bando riconosce e finanzia. Ogni bando elenca quali categorie sono ammissibili (per esempio macchinari, software, consulenze) e quali no. Una spesa non ammissibile non viene finanziata, anche se inerente al progetto.
Ammissibilità temporale. È la finestra di tempo entro cui le spese devono essere sostenute per essere riconosciute: di norma dopo una data di avvio e prima di una scadenza. Una spesa fuori da questa finestra rischia di non essere ammessa.
Tracciabilità dei pagamenti. È l'obbligo di pagare le spese con strumenti che lasciano traccia (tipicamente il bonifico), mai in contanti. È un requisito quasi universale nei bandi.
DURC. È il Documento Unico di Regolarità Contributiva: certifica che l'impresa è in regola con i versamenti previdenziali e assicurativi. Un DURC regolare è condizione per accedere a moltissime agevolazioni.
Codice ATECO. È il codice che identifica l'attività economica svolta da un'impresa. Molti bandi sono riservati a determinati codici ATECO: è uno dei primi requisiti da verificare.
De minimis agricolo / settori esclusi. Alcuni settori (come la produzione agricola primaria e la pesca) hanno regole proprie e sono esclusi dal regime de minimis ordinario. Va verificato se il proprio settore rientra in regimi specifici.
Decreto di concessione. È l'atto amministrativo con cui l'ente formalizza la concessione del contributo a un beneficiario. Contiene gli importi, le condizioni e gli obblighi da rispettare.
Revoca. È il provvedimento con cui l'ente ritira un contributo già concesso, quando vengono meno requisiti o condizioni essenziali. Può comportare la restituzione di quanto già ricevuto.
Come usare questo glossario
Tre consigli pratici per chi si avvicina ai bandi.
Tieni il glossario a portata di mano. Quando leggi il testo di un bando e incontri un termine oscuro, cercalo qui. Dopo due o tre bandi, il vocabolario sarà entrato in automatico.
Parti dai concetti chiave. Se hai poco tempo, i termini davvero decisivi da padroneggiare sono pochi: la differenza tra sportello e graduatoria, il regime de minimis, le spese ammissibili, la rendicontazione. Da soli, questi quattro spiegano gran parte di come funziona un bando.
Usa il glossario per dialogare, non per sostituire l'esperto. Conoscere i termini serve a capire cosa si sta facendo e a confrontarsi con un consulente in modo consapevole. Per i bandi complessi, il supporto di un esperto in finanza agevolata resta utile: il glossario rende quel dialogo più produttivo.
Per il quadro completo del funzionamento di un bando, vedi Come funziona un bando: la guida completa dall'idea all'incasso. Per la fase finale e più delicata, Come si rendiconta un bando. E per un approfondimento sulle differenze tra le forme di agevolazione, il glossario bandi, voucher e credito d'imposta.
Per capire quali bandi sono adatti alla tua impresa, la pagina verifica idoneità è un buon punto di partenza.
FAQ
Cosa significa "impresa unica" in un bando?
È un concetto degli aiuti di Stato: comprende non solo la singola impresa, ma anche le imprese collegate da rapporti di controllo. Serve a impedire che un gruppo aggiri i tetti agli aiuti frazionandosi in più società. Quando un bando parla di impresa unica, i limiti si calcolano sull'intero gruppo.Cosa è il regime de minimis?
È il regime europeo per gli aiuti pubblici di importo contenuto, ammessi con procedure semplificate perché considerati troppo piccoli per alterare la concorrenza. Prevede un tetto massimo: il regolamento in vigore per il 2024-2030 lo fissa a 300.000 euro per impresa unica su un periodo di tre anni.Cosa è l'intensità di aiuto?
È la percentuale della spesa coperta da un'agevolazione. Se un bando finanzia il 50% di un investimento, l'intensità di aiuto è del 50%. Le regole europee fissano intensità massime, che variano in base alla dimensione dell'impresa e al territorio.Che differenza c'è tra concessione ed erogazione?
La concessione è il provvedimento formale con cui l'ente riconosce il diritto a ricevere il contributo. L'erogazione è il momento in cui il contributo viene effettivamente versato. Tra i due passaggi può intercorrere parecchio tempo: ottenere la concessione non significa avere subito i soldi.Cosa sono le spese ammissibili?
Sono le categorie di spesa che un bando riconosce e finanzia, elencate nel testo della misura. Una spesa che non rientra tra quelle ammissibili non viene finanziata, anche se collegata al progetto. È uno dei primi aspetti da verificare.Cosa è il DURC?
È il Documento Unico di Regolarità Contributiva: certifica che l'impresa è in regola con i versamenti previdenziali e assicurativi. Un DURC regolare è una condizione richiesta per accedere alla maggior parte delle agevolazioni pubbliche.Perché il codice ATECO è importante per i bandi?
Il codice ATECO identifica l'attività economica dell'impresa. Molti bandi sono riservati a determinati codici ATECO, quindi è uno dei primi requisiti da controllare: se il codice non rientra tra quelli ammessi, l'impresa non può accedere a quel bando.Cosa significa che un bando è "a sportello"?
Significa che le domande vengono valutate in ordine di arrivo, finché ci sono fondi disponibili. A differenza del bando a graduatoria, dove conta il punteggio del progetto, nel bando a sportello conta la rapidità: chi presenta domanda prima ha la precedenza.Cosa è la revoca di un contributo?
È il provvedimento con cui l'ente ritira un contributo già concesso, quando vengono meno requisiti o condizioni essenziali previsti dal bando. La revoca può comportare l'obbligo di restituire le somme eventualmente già ricevute.Devo conoscere tutti questi termini per accedere a un bando?
No. I concetti davvero decisivi sono pochi: la differenza tra sportello e graduatoria, il regime de minimis, le spese ammissibili e la rendicontazione. Padroneggiare questi quattro spiega gran parte di come funziona un bando. Gli altri termini si possono consultare quando servono.Fonti istituzionali di riferimento
- Regolamento UE 2023/2831 sugli aiuti de minimis
- Registro Nazionale degli Aiuti di Stato
- Normativa europea sugli aiuti di Stato
- Testi ufficiali dei bandi degli enti erogatori
Questo articolo ha finalità informative e di orientamento generale. Le definizioni ufficiali e vincolanti sono quelle contenute nei testi dei singoli bandi e nella normativa di riferimento. Ultimo aggiornamento: maggio 2026.

Scritto e verificato da Stefano
diShine · consulenza PMI e trasformazione digitale. Ogni guida è basata su fonti ufficiali (GU, MIMIT, Regioni, INVITALIA).
I bandi di questa guida
Gli strumenti principali analizzati in questo articolo. Verifica scadenze e requisiti.
Fondo di Garanzia PMI
Il Fondo di Garanzia PMI offre una garanzia pubblica per facilitare l'accesso al credito di micro, piccole e medie imprese, startup e professionisti. Copre fino all'80% dei finanziamenti per investimenti e fino al 50% per liquidità, con un importo massimo garantito di 5 milioni di euro. Le domande sono aperte e gestite tramite banche e confidi convenzionati, senza una data di chiusura prefissata.
Beni strumentali Nuova Sabatini
La Nuova Sabatini è un'agevolazione del MIMIT che facilita l'accesso al credito per le PMI che investono in beni strumentali nuovi, inclusi macchinari, impianti, hardware e software. Prevede un contributo in conto impianti calcolato su un finanziamento bancario o leasing, con tassi agevolati differenziati per investimenti ordinari, 4.0, green e processi di capitalizzazione. L'importo finanziabile va da 20.000€ a 4.000.000€, con domande gestite a sportello tramite la piattaforma dedicata.
Voucher Cloud & Cybersecurity per PMI
Voucher a fondo perduto del 50% per PMI e lavoratori autonomi che investono in servizi e prodotti di cloud computing e cybersecurity. L'importo massimo del contributo è di 20.000 euro, con un piano di spesa minimo di 4.000 euro. La scadenza per la registrazione dei fornitori è il 27 maggio 2026; i termini per le domande delle imprese saranno definiti con successivo provvedimento.
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