Aperto

Contributi Regione Toscana per trasformazione prodotti pesca e acquacoltura 2026

Regione Toscana

Cosa finanzia

Il bando, cofinanziato dal Pn Feampa 2021-2027, sostiene la capacità produttiva e gestionale delle imprese operanti nei settori della commercializzazione e della trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura. L'obiettivo è rafforzare il settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura per sostenere la capacità produttiva, migliorare la gestione aziendale e garantire standard elevati di sicurezza sul lavoro e sostenibilità ambientale.

A chi è rivolto

Possono presentare domanda le Micro, Piccole e Medie Imprese (PMI) che operano (o intendono operare) nei settori della trasformazione e/o commercializzazione dei prodotti ittici su tutto il territorio della Regione Toscana.

Importi e contributo

Il contributo massimo ammissibile per ogni domanda è di 250.000 euro. L'aliquota massima del contributo pubblico erogato ai beneficiari è pari al 50% della spesa totale ammissibile. Sono previste aliquote massime specifiche di intensità di aiuto riportate nella Tabella presente nel testo del bando. La dotazione finanziaria complessiva è di 1.000.000 euro (quota UE, Stato e Regione).
VoceDettaglio
Dotazione TotaleRisorse assegnate al PN FEAMPA 21-27 per la Regione Toscana
Contributo Massimo€ 250.000 per singola domanda
Intensità di Aiuto50% della spesa totale ammissibile
CumulabilitàNON cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese

Spese ammissibili

Vedere "Spese ammissibili" in basso. Le operazioni attivabili rientrano nelle seguenti categorie:
  • Investimenti in dispositivi di sicurezza (Cod. 54): ammodernamento impianti con acquisto macchinari e attrezzature per migliorare la sicurezza degli operatori (es. sistemi antincendio, allarme, riduzione rumore). Solo investimenti che vanno oltre i requisiti di legge.
  • Investimenti nelle condizioni di lavoro (Cod. 55): ammodernamento impianti per migliorare condizioni di lavoro, tutela salute e igiene (es. strutture ricettive dedicate, servizi igienici, aree comuni, cucine). Solo investimenti che vanno oltre i requisiti di legge.
  • Investimenti produttivi (Cod. 66 Altro economico): miglioramento competitività mediante ammodernamento o realizzazione nuovi impianti che contribuiscono a ridurre impatto ambientale, migliorare sicurezza/igiene/salute/condizioni di lavoro, sostenere trasformazione catture non destinate a consumo umano, trasformazione sottoprodotti, trasformazione prodotti acquacoltura biologica, o portare a prodotti/processi/sistemi di gestione/organizzazione nuovi o migliorati.

Come e quando presentare domanda

Le domande possono essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma informatica Artea (https://www.artea.toscana.it). È necessario costituire e aggiornare preventivamente il fascicolo aziendale presso uno dei centri autorizzati (CAA). Ogni richiedente può presentare una sola domanda di contributo.

⚠️ Cosa sapere prima di candidarsi

  • Spese retroattive: generalmente non sono ammesse spese effettuate prima della presentazione della domanda (salvo costi generali preventivi come studi di fattibilità).
  • Interventi esclusi: non sono ammessi investimenti che si limitano a soddisfare gli standard minimi previsti dalle norme UE o nazionali in vigore (gli interventi devono essere migliorativi).
  • Sistema Informativo: è necessario essere registrati al portale ARTEA.

Scadenze

  • Apertura termini: 18 maggio 2026.
  • Scadenza: 18 giugno 2026, ore 13:00.
  • Modalità: la domanda deve essere inviata esclusivamente in modalità telematica tramite la piattaforma ARTEA (www.artea.toscana.it).
Importo max
250.000 €
Importo min
0 €
% contributo
L'aliquota massima del contributo pubblico erogato ai beneficiari è pari al 50% della spesa totale ammissibile. Sono previste aliquote massime specifiche di intensità di aiuto riportate nella Tabella presente nel testo del bando.
Dotazione totale
1.000.000 €
Scadenza
18 giugno 2026
33 giorni · 18 giu 2026
Beneficiari
Micro impresaPiccola impresaMedia impresa
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Spese ammissibili

Categorie di spesa finanziabili da questo bando.

  • Regole
  • Sono ammissibili le spese effettivamente sostenute successivamente alla data di presentazione dell’istanza. Sono riconoscibili anche spese precedenti, purché sostenute dopo il 01/01/20214 e afferenti ad operazioni non concluse alla data di presentazione dell’istanza, come stabilito dall’art.63 del Reg.(UE) n.2021/1060, fermo restando l’ammissibilità della stessa.

  • Spese effettivamente ammissibili
  • Spese per lavori

  • Spese per beni e servizi

  • Acquisto di terreni

  • Acquisto di edifici

  • Imposta sul valore aggiunto (se costo reale)

  • Spese generali (fino al 12% delle altre spese ammissibili)

Prima di candidarti

Domande frequenti

Quali sono i principali codici di intervento (coefficienti) utilizzati in questo bando?+

Il bando fa riferimento principalmente al Codice 55 (Investimenti nelle condizioni di lavoro) e al Codice 66 (Investimenti produttivi per il miglioramento della competitività).

Posso includere l'acquisto di terreni o edifici tra le spese ammissibili?+

Sì, tra le categorie di spesa previste rientrano l'acquisizione di beni (lavori e beni mobili), l'acquisto di terreni e di edifici, nei limiti stabiliti dai criteri di ammissibilità del Programma Nazionale FEAMPA.

È richiesta una polizza assicurativa particolare nel 2026?+

Come per gli altri bandi regionali correnti, i beneficiari devono essere in regola con le norme nazionali vigenti, inclusi gli obblighi assicurativi contro calamità naturali ove applicabili per la tipologia di investimento.

Qual è il limite di tempo per concludere gli investimenti?+

Il termine ultimo per la realizzazione degli interventi e la presentazione della rendicontazione è specificato nella convenzione di concessione, ma generalmente non supera i 18-24 mesi dall'approvazione.

Quali sono i criteri di priorità per la graduatoria?+

Vengono premiati i progetti che riguardano l'acquacoltura biologica, la riduzione del consumo energetico, l'economia circolare (riutilizzo scarti) e le imprese condotte da giovani o donne.

Per approfondire

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