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Contratti di Sviluppo 2026: la guida ai grandi investimenti industriali

12 min di letturaPubblicato 16 giugno 2026Scritto da: Stefano

Se la tua impresa, o un gruppo di imprese in aggregazione, sta pianificando un grande investimento produttivo in Italia, i Contratti di Sviluppo sono probabilmente lo strumento di finanza agevolata più potente disponibile nel panorama nazionale. Con intensità di aiuto fino al 45% per PMI nel Mezzogiorno, combinazione di fondo perduto e finanziamento a tasso quasi zero, e la possibilità di finanziare investimenti industriali, R&S, tutela ambientale e turismo, i CdS rappresentano il punto di ingresso privilegiato per chi pensa in grande.

In questa guida trovi una spiegazione completa dello strumento aggiornata a maggio 2026, con le novità del Codice degli Incentivi (D.Lgs. 184/2025) e le indicazioni pratiche per presentare la manifestazione di interesse.

Dati aggiornati 2026: il Contratto di Sviluppo è gestito da Invitalia per conto del MIMIT, attivo dal 2011. La soglia minima di investimento è 20 milioni di euro, ridotta a 7,5 milioni per i progetti agroindustriali e per i programmi turistici nelle aree interne o di recupero di strutture dismesse. Sopra i 50 milioni si accede alla procedura "Accordo di Sviluppo" (Fast Track) con tempi di valutazione ridotti. Il finanziamento agevolato copre fino al 75% delle spese, con durata massima di 10 anni; gli investimenti vanno conclusi entro 36 mesi dalla concessione (proroga fino a 18 mesi). La Legge di Bilancio 2026 ha rifinanziato lo strumento con 550 milioni di euro complessivi fino al 2029. È inoltre attiva la variante Contratto di Sviluppo Net Zero, finanziata con 1,738 miliardi di euro dal PNRR per i progetti di transizione ecologica e tecnologie a zero emissioni, oltre a sportelli tematici dedicati (rinnovabili e batterie, automotive, semiconduttori, filiere strategiche).

Cosa sono i Contratti di Sviluppo

I Contratti di Sviluppo (CdS) sono uno strumento agevolativo gestito da INVITALIA (Agenzia Nazionale per l'Attrazione degli Investimenti e lo Sviluppo d'Impresa) su delega del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy). Sono regolati dal D.M. 9 dicembre 2014 e successive modifiche, ora allineato con il D.Lgs. 184/2025 (Codice degli Incentivi).

L'obiettivo dichiarato è quello di sostenere la realizzazione di programmi di sviluppo di grande rilevanza economica e occupazionale, in settori strategici per la competitività del sistema produttivo italiano.

A differenza dei bandi a sportello (click day), i Contratti di Sviluppo non hanno scadenze periodiche: si attivano tramite una manifestazione di interesse presentata in qualsiasi momento sul portale INVITALIA, seguita da una fase di negoziazione diretta tra impresa e soggetto gestore.

Chi può beneficiarne: imprese di tutte le dimensioni

I Contratti di Sviluppo sono aperti a imprese di qualsiasi dimensione: PMI e grandi imprese, singole o in aggregazione. Non c'è esclusione per dimensione, il che li distingue da strumenti come Macchinari Innovativi Mezzogiorno (solo PMI) o EIC Accelerator (solo startup/PMI).

Forme di partecipazione

FormaDescrizioneRequisiti
Impresa singolaUn'unica impresa capofilaMin 20 mln di investimento (7,5 mln per agroindustria e turismo in aree interne)
Aggregazione di impreseDue o più imprese in accordo di aggregazioneLa capofila gestisce il contratto
Filiera produttivaPiù imprese in rapporto di fornitura/subfornituraLegame funzionale documentato
Il vantaggio dell'aggregazione è la possibilità di sommare gli investimenti dei singoli partecipanti per raggiungere le soglie minime e di distribuire meglio i rischi del programma.

Settori ammissibili

I Contratti di Sviluppo sono operativi in quattro macro-settori:

1. Industria manifatturiera (Sezione C ATECO)

Il settore core dello strumento. Include tutta la trasformazione industriale: metallurgia, meccanica, automotive, chimica, farmaceutica, agroalimentare industriale, abbigliamento, carta, plastica, elettronica, navalmeccanica.

2. Trasformazione dei prodotti agricoli e della pesca (Sezione C + alcune attività A)

Specificamente la prima trasformazione di prodotti agricoli o ittici. Non l'agricoltura primaria, ma l'industrializzazione del prodotto (conserve, vino, olio, formaggi industriali, surgelati, mangimi).

3. Tutela ambientale

Impianti per la gestione dei rifiuti (raccolta, trattamento, recupero), economia circolare, decontaminazione di siti industriali, efficienza energetica di processo. Particolarmente rilevante in 2026 con i criteri DNSH del PNRR.

4. Ricerca, sviluppo e innovazione

Non solo R&S pura, ma innovazione tecnologica applicata al processo e al prodotto industriale. Questo settore può essere abbinato a investimenti produttivi (es. un programma che include sia una nuova linea di produzione che una quota di R&S per lo sviluppo del prodotto).

5. Turismo (condizionato)

Il settore turistico è ammesso solo se abbinato a uno degli altri settori elencati sopra. Un resort non può fare un CdS da solo, ma un'impresa che ha sia attività manifatturiera che hospitality sì.

Le agevolazioni: fondo perduto + finanziamento agevolato

La struttura dell'agevolazione combina due strumenti distinti e complementari:

Contributo a fondo perduto

Tipo di impresaArea geograficaIntensità massima
Piccola impresaMezzogiorno (regioni art. 107.3.a)45%
Media impresaMezzogiorno (regioni art. 107.3.a)35%
Grande impresaMezzogiorno (regioni art. 107.3.a)25%
Piccola impresaCentro-Nord (aree art. 107.3.c)35%
Media impresaCentro-Nord (aree art. 107.3.c)25%
Grande impresaCentro-Nord (aree art. 107.3.c)15%
QualsiasiFuori aree assistiteFino 20% (R&S e innovazione)
Nota: le intensità si riferiscono ai costi ammissibili del programma. Le percentuali per R&S e innovazione seguono le mappe degli aiuti di Stato in vigore.

Finanziamento agevolato

In aggiunta al fondo perduto, è previsto un finanziamento a tasso agevolato (tipicamente 0,5% annuo) che copre una quota aggiuntiva del programma di investimento. Il finanziamento agevolato:

  • È concesso dalla stessa INVITALIA (non da una banca)
  • Ha durata tipicamente 8-10 anni (inclusi 2-3 anni di preammortamento)
  • Copre una quota variabile del programma (indicativamente 25-30% in aggiunta al fondo perduto)
  • Non richiede garanzie bancarie tradizionali (le garanzie sono negoziate con INVITALIA)

Effetto combinato: una PMI nel Mezzogiorno può ricevere fino al 45% a fondo perduto + fino al 30% come prestito agevolato al 0,5%, coprendo potenzialmente il 75% del programma di investimento, con solo il 25% a carico dell'impresa (equity o finanziamento bancario commerciale).

Le soglie di investimento minimo

Questa è una delle caratteristiche più selettive dello strumento:

ContestoInvestimento minimo del programma
Generale (tutta Italia)€20.000.000
Mezzogiorno€7.500.000
ICT e ricerca avanzata€7.500.000
Filiere strategiche nazionali€7.500.000
Aggregazione di PMISomma degli investimenti dei partecipanti
Attenzione: la soglia si riferisce all'intero programma di sviluppo, non al singolo intervento. In un'aggregazione di 3 imprese, se ciascuna investe €3M, il programma complessivo supera la soglia minima nel Mezzogiorno (€9M > €7,5M).

Novità 2026: Codice degli Incentivi e criteri DNSH

Il D.Lgs. 184/2025 (Codice degli Incentivi) ha introdotto importanti novità nella gestione dei CdS:

Semplificazione procedurale

  • Riduzione delle tempistiche istruttorie target (obiettivo: 6 mesi dalla manifestazione di interesse alla concessione, ridotto dagli attuali 9-12 mesi)
  • Digitalizzazione completa del fascicolo documentale su portale INVITALIA
  • Eliminazione di alcuni adempimenti duplicati

Criteri DNSH (Do No Significant Harm)

Per essere finanziato, il programma deve rispettare i 6 obiettivi ambientali dell'UE:
  1. Mitigazione dei cambiamenti climatici
  2. Adattamento ai cambiamenti climatici
  3. Uso sostenibile delle risorse idriche e marine
  4. Economia circolare e gestione dei rifiuti
  5. Prevenzione dell'inquinamento
  6. Protezione degli ecosistemi

In pratica: i programmi di investimento devono includere una sezione DNSH con autovalutazione e, se necessario, misure di mitigazione ambientale.

Focus su transizione green e digitale

Il 2026 premia i programmi che includono quote di investimento in:
  • Green transition: efficienza energetica, energie rinnovabili, riduzione emissioni
  • Digital transformation: automazione, AI, IoT, manifattura avanzata

I programmi che incorporano entrambe le dimensioni ricevono priorità valutativa.

Come presentare la manifestazione di interesse

Il processo per i Contratti di Sviluppo si articola in fasi ben definite:

Fase 1: Manifestazione di Interesse (MdI)

La MdI si presenta online sul portale INVITALIA in qualsiasi momento. Contiene:
  • Descrizione del programma di sviluppo e delle imprese partecipanti
  • Stima degli investimenti per categoria e area geografica
  • Obiettivi produttivi, occupazionali e di innovazione
  • Localizzazione degli interventi

Non richiede documentazione tecnica dettagliata: è una presentazione di massima per avviare il dialogo con INVITALIA.

Fase 2: Valutazione di ammissibilità

INVITALIA verifica entro 30 giorni la ricevibilità della MdI (forma giuridica, settori, soglie di investimento). Se ammissibile, l'impresa è invitata a presentare la proposta completa.

Fase 3: Presentazione della proposta completa

La proposta include:
  • Piano di investimento dettagliato con costi analitici
  • Pianificazione occupazionale (obiettivi di creazione/mantenimento posti di lavoro)
  • Business plan pluriennale
  • Documentazione tecnica sui singoli investimenti
  • Valutazione DNSH

Fase 4: Istruttoria e negoziazione

INVITALIA assegna un referente dedicato. L'istruttoria include:
  • Verifica economico-finanziaria (capacità di sostenere il programma)
  • Valutazione tecnica del piano industriale
  • Negoziazione degli impegni (occupazione, tempistiche, milestones)
  • Definizione degli importi agevolati definitivi

Fase 5: Concessione e attuazione

  • Firma del Contratto di Sviluppo (atto formale tra impresa e INVITALIA/MIMIT)
  • Avvio degli investimenti
  • Rendicontazioni periodiche (di solito ogni 6-12 mesi)
  • Erogazione per stati avanzamento lavori (SAL)

Tempistica realistica 2026: dalla MdI alla firma del contratto: 6-9 mesi (obiettivo Codice Incentivi). Dall'avvio degli investimenti all'erogazione finale: 24-36 mesi a seconda delle dimensioni.

Differenza con Accordi per l'Innovazione

Una confusione frequente riguarda la distinzione tra Contratti di Sviluppo e Accordi per l'Innovazione. Entrambi sono strumenti di grandi dimensioni gestiti da INVITALIA/MIMIT, ma con finalità diverse.

CaratteristicaContratti di SviluppoAccordi per l'Innovazione
Focus principaleInvestimenti produttivi e industrialiRicerca industriale e sviluppo sperimentale
TRL di riferimentoTRL 7-9 (produzione)TRL 3-6 (ricerca applicata)
Soglia investimento€7,5M / €20M€5M (R&S)
% fondo perduto max45% (PMI Mezzogiorno)60% (R&S PMI)
Occupazione richiestaSì (creazione netta posti lavoro)Non sempre obbligatoria
Partenariato con enti ricercaNon obbligatorioSpesso richiesto
Per i progetti di R&S di grande dimensione, consulta: Accordi per l'Innovazione 2026 – Guida Completa.

Cumulabilità con altri incentivi

I Contratti di Sviluppo sono soggetti alle regole generali del cumulo degli aiuti di Stato. La regola fondamentale è che il cumulo non può superare il 100% dei costi ammissibili del programma.

Cumulabili (su investimenti diversi o entro i limiti):

  • ZES Unica (credito d'imposta): cumulabile sugli stessi beni, ma l'intensità totale non deve superare i massimali di aiuto di Stato consentiti per area. In pratica, spesso conviene scegliere l'incentivo con intensità maggiore.
  • Nuova Sabatini: tecnicamente cumulabile, ma su beni diversi
  • Credito d'imposta R&S: cumulabile sulla quota R&S del programma

Non cumulabili:

  • Altri contributi diretti a fondo perduto sugli stessi beni (es. Macchinari Innovativi Mezzogiorno sullo stesso macchinario)

Approfondisci: Cumulo Incentivi 2026 – Regole Pratiche | ZES Unica – Credito d'Imposta Mezzogiorno. Per una visione d'insieme dei bandi del Mezzogiorno: Bandi Mezzogiorno 2026 – ZES, Resto al Sud, Sviluppo e Competenze. Per confronto con la Nuova Sabatini: Nuova Sabatini – Come Funziona.

Il Codice degli Incentivi e i CdS nel 2026

Il D.Lgs. 184/2025 (Codice degli Incentivi), entrato in vigore nel gennaio 2026, razionalizza il sistema degli incentivi pubblici italiani. Per i Contratti di Sviluppo, le principali novità sono:

  1. Sportello telematico unico: tutte le comunicazioni con INVITALIA avvengono tramite portale digitale certificato
  2. Nuovi criteri di priorità: programmi con maggiore impatto occupazionale nelle aree svantaggiate e quelli che rispettano i criteri ESG (Environmental, Social, Governance) ricevono corsia preferenziale
  3. Rendicontazione semplificata: eliminati alcuni documenti ridondanti, introdotta la dichiarazione sostitutiva per spese inferiori a soglia
  4. Clausola di revisione automatica: le condizioni di agevolazione si aggiornano automaticamente in caso di cambio delle carte geografiche degli aiuti di Stato

FAQ – Domande frequenti sui Contratti di Sviluppo

1. Un'azienda di medie dimensioni al Nord Italia può accedere ai Contratti di Sviluppo?

Sì. Lo strumento è nazionale. Un'impresa nel Centro-Nord può accedere se il programma di investimento supera €20M. Le intensità di aiuto sono inferiori rispetto al Mezzogiorno (max 25% PMI in aree 107.3.c), ma lo strumento è comunque accessibile.

2. Si può combinare un programma di investimento produttivo con una quota di R&S?

Assolutamente sì. I Contratti di Sviluppo ammettono "programmi misti" che comprendono sia investimenti produttivi (es. nuova linea manifatturiera) che investimenti in R&S correlati (es. sviluppo di un nuovo prodotto per la linea). Le due componenti hanno intensità di aiuto diverse.

3. Qual è il numero minimo di nuovi posti di lavoro da creare?

Non c'è un numero minimo fisso, ma INVITALIA valuta l'impatto occupazionale come criterio chiave. In fase di negoziazione si concordano obiettivi occupazionali che diventano vincolanti nel contratto. La revoca dell'agevolazione può scattare se l'occupazione creata è significativamente inferiore agli impegni.

4. Posso fare la manifestazione di interesse senza un business plan definitivo?

Sì, la MdI è volutamente "leggera": serve per aprire il dialogo con INVITALIA. Il business plan dettagliato arriva nella fase successiva. Tuttavia, avere già una stima realistica degli investimenti e un'idea chiara del programma è fondamentale per non perdere tempo in fase di istruttoria.

5. Quanto tempo ci vuole dalla manifestazione di interesse all'erogazione dei primi fondi?

Nella migliore delle ipotesi (dopo le semplificazioni del Codice Incentivi): 8-12 mesi dalla MdI alla firma del contratto, più il tempo di avanzamento degli investimenti per il primo SAL (altri 6-12 mesi). In totale, pianifica circa 18-24 mesi dal primo contatto con INVITALIA.

6. Una startup può fare un Contratto di Sviluppo?

Tecnicamente sì se supera le soglie di investimento, ma nella pratica è molto difficile perché l'istruttoria economico-finanziaria richiede solidità patrimoniale e bancabilità. Le startup sono più adatte a strumenti come EIC Accelerator o Smart&Start.

7. I costi di progettazione e consulenza sono ammissibili?

I costi di consulenza per la preparazione della proposta NON sono in genere ammissibili nelle spese del programma. I costi di ingegneria e progettazione direttamente funzionali agli investimenti (es. progetto esecutivo di un nuovo impianto) possono essere ammissibili come spesa strumentale.

8. Cosa si intende per "programma di sviluppo"?

Il programma di sviluppo è il complesso coordinato di investimenti e attività che l'impresa si impegna a realizzare. Non è un singolo acquisto, ma un piano organico: può includere nuovi impianti, ampliamenti, R&S correlata, formazione del personale e azioni di marketing internazionale, purché funzionalmente connessi.

9. È possibile modificare il programma dopo la firma del contratto?

Sì, entro certi limiti. Modifiche sostanziali (cambio di sede, riduzione significativa degli investimenti) richiedono approvazione di INVITALIA e possono comportare la rideterminazione dell'agevolazione. Modifiche minori (sostituzione di un fornitore, slittamento temporale) sono generalmente autorizzate senza conseguenze.

10. Come si gestisce il rapporto con il Codice degli Incentivi per CdS già in corso?

I CdS approvati prima del D.Lgs. 184/2025 continuano a essere gestiti con la normativa vigente al momento della concessione (principio del tempus regit actum). Le nuove regole si applicano solo alle manifestazioni di interesse presentate dopo l'entrata in vigore del Codice.

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Stefano, autore

Scritto e verificato da Stefano

diShine · consulenza PMI e trasformazione digitale. Ogni guida è basata su fonti ufficiali (GU, MIMIT, Regioni, INVITALIA).

Aggiornato 15 giugno 2026 Chi siamo Segnala una correzione

I bandi di questa guida

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Aperto
Credito d'imposta

ZES Unica: Credito d'imposta fino al 60% per gli investimenti delle imprese nel Sud Italia

Agenzia delle Entrate10 regioni

Il Credito d'Imposta ZES Unica incentiva investimenti in beni strumentali nuovi nel Sud Italia, con aliquote fino al 60%. Rivolto a micro, piccole, medie e grandi imprese, supporta settori come agroalimentare, artigianato, commercio, industria e turismo. Richiede un investimento minimo di 200.000 euro e prevede procedure di comunicazione all'Agenzia delle Entrate. Scadenza per la presentazione delle domande: 31 dicembre 2026.

Importo max
€100 M
da €200k
Contributo
Fino al 60% per piccole imprese in Calabria, Campania, Puglia…
162 giorni · 31 dic 2026Verifica idoneità →
Micro impresaMedia impresaGrande impresa
Aperto
Finanziamento agevolato

Beni strumentali Nuova Sabatini

MIMITNazionale

La Nuova Sabatini è un'agevolazione del MIMIT che facilita l'accesso al credito per le PMI che investono in beni strumentali nuovi, inclusi macchinari, impianti, hardware e software. Prevede un contributo in conto impianti calcolato su un finanziamento bancario o leasing, con tassi agevolati differenziati per investimenti ordinari, 4.0, green e processi di capitalizzazione. L'importo finanziabile va da 20.000€ a 4.000.000€, con domande gestite a sportello tramite la piattaforma dedicata.

Importo max
€4 M
da €20k
Contributo
2,75% per investimenti ordinari, 3,575% per investimenti 4.0 e green…
Sempre aperto (sportello)Verifica idoneità →
Micro impresaMedia impresaPiccola impresa
Aperto
Fondo perduto

Macchinari Innovativi Mezzogiorno

Invitalia / MIMIT8 regioni

Il bando Macchinari Innovativi Mezzogiorno offre 280 milioni di euro per PMI del Sud Italia, finanziando investimenti in macchinari e impianti 4.0/5.0. Copertura fino al 75% tra fondo perduto e finanziamento agevolato, con domande aperte dal 1° marzo 2026 al 31 dicembre 2026.

Importo max
€3 M
da €500k
Contributo
75% di copertura totale (fondo perduto + finanziamento agevolato)
162 giorni · 31 dic 2026Verifica idoneità →
PmiPiccola impresaMedia impresa

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